Nuova condanna per l'ex presidente francese Sarkozy, confermato verdetto nel caso Bygmalion
L'ex presidente ha dichiarato che "prende atto" della sua condanna definitiva. Lo riferisce il quotidiano Le Figaro. Non è stato accusato di aver prodotto false fatturazioni nella campagna, ma di essere il beneficiario, in quanto candidato
afp La Corte di Cassazione francese ha respinto il ricorso dell'ex presidente della Repubblica, Nicolas Sarkozy nel caso Bygmalion. L'ex capo dello Stato è quindi condannato in via definitiva e il caso Bygmalion diventa la seconda condanna penale definitiva per Sarkozy dopo il caso delle intercettazioni telefoniche.
La Cassazione ha confermato la sentenza d'Appello e ha accertando "un finanziamento illecito della campagna elettorale" del 2012. "Il candidato ha autorizzato personalmente il suo staff a sostenere spese di campagna per suo conto, pur sapendo che tali spese avrebbero portato al superamento del limite di spesa legale", si legge nella sentenza. Tre delle dieci persone condannate in appello nel processo Bygmalion, che si erano presentate in appello, sono state condannate in via definitiva: si tratta del responsabile della campagna elettorale, Guillaume Lambert, e degli ex dirigenti dell'UMP Eric Cesari e Pierre Chassat. In questo caso le indagini hanno rivelato che per mascherare l'esplosione delle spese della sua campagna elettorale - quasi 43 milioni di euro per un importo massimo autorizzato di 22,5 milioni - era stato messo in atto un sistema di doppia fatturazione, attribuendo gran parte del costo degli incontri all'UMP (il partito di Sarkozy poi diventato LR), sotto la copertura di accordi fittizi. L'ex capo dello Stato non è stato accusato di questo sistema di false fatturazioni, ma di essere il beneficiario, in quanto candidato, di finanziamenti politici illeciti.
La nuova condanna definitiva potrebbe complicare ulteriormente le prospettive legali di Sarkozy, che si sta preparando per il processo d'appello nel caso libico, in programma dal 16 marzo al 3 giugno.
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Lo scandalo Bygmalion
Bygmalion rappresenta uno dei più clamorosi casi di finanziamento illecito della politica in Francia, con al centro una rete di falsi contabili, una campagna fuori controllo e un ex presidente costretto a difendersi per anni nelle aule di tribunale. La società di comunicazione Bygmalion secondo i tribunali ha emesso fatture gonfiate o fittizie per eventi apparentemente di partito, mentre in realtà si trattava di comizi elettorali di Sarkozy. In questo modo, parte delle spese della campagna veniva scaricata sul partito invece che sui conti ufficiali della candidatura, che erano già vicini al limite legale. Il tutto è avvenuto durante la campagna elettorale del 2012, quella in cui perse contro François Hollande.
Sarkozy ha sempre negato di essere a conoscenza del meccanismo, dichiarando che la gestione finanziaria era in mano al partito e agli organizzatori. Tuttavia, nel 2021 è stato condannato in primo grado a un anno di carcere (da scontare ai domiciliari con braccialetto elettronico) per finanziamento illegale della campagna, non per aver ideato la frode, ma per aver “superato consapevolmente” il limite di spesa.
Nel 2023 la Corte d’Appello di Parigi ha confermato la condanna. Sarkozy ha poi presentato ricorso alla Corte di Cassazione, che nel 2024 ha annullato solo parzialmente la decisione e ordinato il nuovo processo concluso oggi.
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Fonte: www.rainews.it
