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Guerra nel Golfo, Crosetto alla Camera: "Gli Usa hanno agito fuori del diritto internazionale"
Il ministro degli Esteri: "L'Italia non è in guerra, privilegiare la via diplomatica. Ma è concreto il rischio di un allargamento del conflitto". Il titolare della Difesa: “Alzato a massimo il livello di protezione della difesa nazionale”
L'aula della Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza con 179 voti a favore, 100 contrari e 14 astenuti. Stamane, il dibattito con le comunicazioni, la discussione e le repliche dell'evoluzione del quadro internazionale e della crisi in Medio Oriente, dopo l'attacco di Stati Uniti e Israele all'Iran.
Nell'Aula di Montecitorio il vicepresidente del Consiglio, e ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani, e il ministro della Difesa, Guido Crosetto, hanno informato il Parlamento per conto del governo.
“Nelle ultime ore, purtroppo, la situazione ha fatto registrare un'ulteriore evoluzione non positiva. L'Iran continua a sferrare attacchi indiscriminati con missili e droni contro infrastrutture strategiche, siti militari ma anche aeroporti, alberghi, centri residenziali, missioni diplomatiche in tutti i Paesi del Golfo e stamane anche contro l'Azerbaijan. Le difese aeree di Arabia Saudita, Kuwait, Qatar, Oman, Emirati Arabi e Barein sono impegnate incessantemente nell'intercettare vettori lanciati dalla Repubblica Islamica. In questo quadro in costante evoluzione è concreto il rischio di un allargamento del conflitto” ha detto Tajani nel corso delle comunicazioni sulla richiesta di aiuti dai Paesi del Golfo.
“Non siamo qui soltanto per un atto formale o solamente per rispondere doverosamente alle richieste del Parlamento. Siamo qui per una precisa scelta politica coinvolgere il Parlamento in tutti i principali passaggi e nelle decisioni strategiche che questa crisi ci impone di assumere. La voglio ribadire ancora una volta: la gravità della situazione richiede a tutti noi, governo e Parlamento, un'assunzione di responsabilità condivisa sulla politica estera sulla sicurezza dei cittadini sulla difesa del tessuto produttivo, una grande democrazia deve essere capace di non dividersi” ha aggiunto Tajani.
“Sono 100mila gli italiani coinvolti direttamente o indirettamente nelle aree” della crisi, riferisce il titolare della Farnesina. “La sicurezza dei connazionali è la priorità assoluta. La task force Golfo ha gestito 14mila chiamate e diverse migliaia di email. Gli italiani aiutati a lasciare le aree a rischio sono arrivati a 10mila” ha detto ancora Tajani.
Tajani e Crosetto alla Camera: "L'Italia non è in guerra e non lo sarà, ma può succedere di tutto"
Crosetto: “Alzato a massimo il livello di protezione della difesa nazionale. L'operazione Usa-Israele fuori del diritto internazionale”
“Non è una guerra che l'Italia vuole o ha voluto” ma “visto quello che è successo in Turchia, visto quello che è successo a Cipro, ho dato mandato e ho chiesto al Capo di Stato Maggiore della Difesa di innalzare al livello massimo il livello di protezione della rete di difesa aerea e anti-balistica nazionale, in coordinamento con gli alleati e con la Nato. Perché quando dico che di fronte a una reazione sconsiderata possiamo aspettarci di tutto, tutto può essere aspettato” ha dichiarato invece il ministro della Difesa, Guido Crosetto.
Sulla presenza dei militari italiani nell'area, il titolare di via XX Settembre ha precisato: “Prima del conflitto, avevamo 2.576 persone nell'area interessata dalla crisi in Medioriente, e prima dell'attacco abbiamo predisposto degli spostamenti e adottato alcune misure per la messa in sicurezza del personale. In Kuwait - ha reso noto Crosetto - è in atto un movimento di 239 militari verso l'Arabia Saudita: dei 321 ne rimarranno 82. In Qatar sette dei 10 militari stanno raggiungendo l'Arabia Saudita, in Bahrein stiamo ritirando i nostri cinque militari presenti”. Quanto al Libano, “stiamo valutando attentamente la situazione e siamo pronti a far fronte ad ogni esigenza anche con un dispositivo navale laddove si rendesse necessaria una evacuazione”.
Rispondendo alle proteste dei parlamentari dell'opposizione, che accusavano gli Usa e Israele di aver agito fuori dal diritto internazionale, nelle repliche il ministro Crosetto ha precisato che, per lui, l'operazione congiunta Usa-Israele “è stata al di fuori delle regole del diritto internazionale”.
“L'attacco israeliano è partito nel momento in cui la posizione di Khamenei è diventata nota, è una guerra che è partita all'insaputa del mondo e che ora ci si trova a gestire” ha puntualizzato Crosetto, aggiungendo: “Il problema nostro è gestire le conseguenze di una crisi che è esplosa e che non abbiamo voluto”.
“In questi giorni è stato criticato il governo Meloni perché non era stato informato, ma nessun governo al mondo, neppure la più alta catena di comando americana, sapeva della partenza degli aerei” ha ricordato inoltre Meloni.
Crisi in Medio Oriente, Tajani: "Concreto il rischio di un allargamento del conflitto"
Meloni: “Rischio di escalation, conseguenze imprevedibili”
Intanto, fuori dal Parlamento, la premier in un'intervista radiofonica ha espresso preoccupazione per il “rischio di un'escalation, che può avere conseguenze totalmente imprevedibili. Sono ovviamente preoccupata - ha detto la presidente del Consiglio - per le possibili ripercussioni sull'Italia. Noi stiamo lavorando su tutti questi fronti”.
Meloni ha precisato che, “a oggi”, non ci sono richieste circa l'uso della basi militari italiane e “se arrivassero, penso che sarebbe competenza del governo decidere se concedere o no un utilizzo più esteso, ma io penso che in quel caso dovremmo deciderlo insieme al Parlamento. A oggi però non abbiamo nessuna richiesta in questo senso”, ha sottolineato.
L’opposizione ha criticato la decisione di Meloni di non presentarsi e riferire in Parlamento e ha rilanciato la richiesta alla premier. La quale, sottolinea il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Mantovano, affronterà “le questioni che interessano l'Europa” ma anche “il contesto internazionale, come è sempre stato. E comunque, quelle di Tajani e Crosetto sono comunicazioni al massimo livello, perché ci saranno il vicepresidente del Consiglio, che è anche ministro degli Esteri, e il ministro della Difesa. Quindi certamente il governo non è sguarnito”.
Crisi in Medio Oriente, Crosetto: "Alzato al massimo il livello di protezione difesa nazionale"
“Non siamo un Paese guerrafondaio, trattare fino alla fine”
Il vicepremier, nelle repliche, ha chiarito che “noi non abbiamo concesso, come ha fatto la Francia oggi, l'uso delle sue basi militari in Medio Oriente per azioni di guerra da parte degli americani. Non l'abbiamo mai fatto, non l'abbiamo mai detto. La Francia oggi l'ha fatto. Quindi non mi pare che l'Italia sia in prima fila come Paese guerrafondaio”.
Tajani ha aggiunto che “fin dall'inizio, abbiamo sempre detto che bisogna trattare fino alla fine. Abbiamo continuato a parlare con l'Iran fino a ieri, però riteniamo che l'Iran non possa avere la bomba atomica e non possa avere un numero di missili eccessivo a lungo raggio che possano colpire anche l'Europa, così come hanno cominciato a fare con Cipro. Questo mi pare che sia un fatto incontrovertibile”.
Sempre nelle repliche, il titolare della Farnesina, sottolineando che “c'è stato un lungo dibattito anche per quanto riguarda il diritto internazionale”, ha voluto puntualizzare che “purtroppo sono anni che molte cose accadono al di fuori del diritto internazionale, perché purtroppo chi dovrebbe garantire il diritto internazionale, cioè le Nazioni Unite, vedono nel Consiglio di Sicurezza un Paese che ha invaso un altro Paese non proprio rispettando le regole del diritto internazionale. Quindi questa è la situazione” e “va visto sempre e comunque il quadro internazionale complessivo”.
Fonte: www.rainews.it
