Ungheria, la fuga all'estero dei capitali dei fedeli a Orban dopo la sconfitta elettorale
The Guardian rende noto che collaboratori dell'ex premier magiaro starebbero mettendo in sicurezza le loro ricchezze. Intanto, il nuovo leader Magyar sarà prima a Bruxelles e poi a Roma il 5 maggio.
I collaboratori dell'ex premier ungherese Viktor Orban starebbero trasferendo all'estero i beni accumulati in 16 anni di governo, mentre altri starebbero valutando di chiedere un visto negli Stati Uniti sperando di trovare un impegno in istituzioni legate al mondo Maga. Lo scrive il quotidiano britannico The Guardian citando proprie fonti, secondo le quali jet privati carichi dei beni accumulati durante i 16 anni di governo di Orban sarebbero decollati con regolarità da Vienna, mentre altri individui si affretterebbero a investire i propri patrimoni all'estero. Infatti, da quando è salito al potere nel 2010, una ristretta cerchia di collaboratori vicini a Orban e al suo partito Fidesz ha accumulato immense fortune, in parte grazie al crescente controllo sull'economia del paese e agli appalti per infrastrutture pubbliche finanziati dall'Ue.
Dopo le elezioni, vinte dal leader di Tisza Peter Magyar, The Guardian ha appreso che tre membri della cerchia ristretta di Orban hanno iniziato a trasferire i propri beni all'estero. Le ricchezze vengono spostate in paesi del Medio Oriente, come Arabia Saudita, Oman ed Emirati Arabi Uniti, mentre altri hanno trasferito i loro beni in Australia e Singapore, secondo quanto riferito da due fonti di Fidesz.
Peter Magyar prima a Bruxelles e poi a Roma
Il neoeletto primo ministro ungherese Péter Magyar sarà mercoledì a Bruxelles per colloqui urgenti con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, nel tentativo di sbloccare miliardi di euro di fondi Ue congelati. "Viaggerò a Bruxelles per colloqui informali con la presidente della Commissione europea sullo sblocco dei fondi. Non abbiamo tempo da perdere", ha scritto Magyar su X.
L'iniziativa, secondo quanto riporta la testata Politico, giunge dopo una serie di incontri tecnici tra una delegazione del partito Tisza e funzionari europei, che confermano l'accelerazione nei rapporti tra Budapest e Bruxelles dopo la sconfitta elettorale di Viktor Orbán.Il tempo è però limitato: l'Ungheria rischia di perdere circa 10 miliardi di euro dei fondi post-pandemia se non rispetterà la scadenza di agosto, mentre altri 18 miliardi restano bloccati per preoccupazioni legate allo stato di diritto e alla corruzione. Bruxelles chiede progressi concreti su questi temi, oltre a un allineamento stabile sulla politica verso l'Ucraina, incluse le sanzioni alla Russia e il sostegno al percorso europeo di Kiev. "È estremamente importante riportare a casa questi fondi, e il più rapidamente possibile", ha sottolineato Magyar
Il neoeletto premier Peter Magyar, sempre su X , ha annunciato che sarà in Italia il 5 maggio per partecipare al Riviera International Film Festival. Sarà infatti alla presentazione di “Spring Wind”, di Tamas Yvan Topolanszky e Claudia Sumeghy, un documentario che racconta la sua ascesa politica fino alla vittoria alle elezioni politiche ungheresi. Nel post su X Magyar lo definisce “il documentario ungherese più visto di sempre nei cinema con 3,3 milioni di visualizzazioni su YouTube in due giorni, in testa alla classifica Hbo da due settimane”. "Spring Wind - The Awakening". fuori concorso, aprirà il festival in programma a Sestri Levante dal 5 al 10 maggio.
Fonte: www.rainews.it
