Scommesse sugli attacchi in Iran, indagine negli USA
A ogni dichiarazione di Trump, vincite milionarie. Sospetti su chi conosceva le mosse USA, sotto la lente anche il figlio del presidente. Indagini anche in Israele
Qualcuno ha guadagnato, e molto, in coincidenza con alcuni dei più importanti annunci di Donald Trump sulla guerra in Iran. E ora il dipartimento di Stato vuole vederci chiaro.
La televisione americana Abc ha rivelato che il dipartimento di Giustizia sta indagando su almeno quattro scambi sospetti per un totale di 2,6 miliardi di dollari. In quattro occasioni almeno, gli operatori hanno scommesso su un calo dei prezzi del petrolio poco prima che Trump o Teheran comunicassero le loro decisioni sulla guerra in Iran, ha scoperto Abc sulla base dei dati ottenuti dalla borsa di Londra.
Accade il 23 marzo: 15 minuti prima che Trump annunciasse che avrebbe ritardato gli attacchi minacciati alla rete elettrica iraniana, i trader hanno puntato più di 500 milioni di dollari sul calo del greggio. E di nuovo il 7 aprile per 960 milioni, ore prima del cessate il fuoco temporaneo deciso dal presidente. Il 17 aprile, 20 minuti prima che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi scrivesse sui social media che lo stretto di Hormuz era aperto, vi sono state operazioni per 760 milioni. Il 21 aprile, 15 minuti prima che Trump comunicasse che avrebbe esteso la tregua, i trader hanno piazzato una serie di scommesse del valore di 430 milioni che i prezzi del petrolio sarebbero diminuiti.
I dati del London Stock Exchange non indicano identità dietro queste operazioni e non c'è ancora prova che qualcuno abbia avuto informazioni privilegiate. Ma le coincidenze sono quantomeno sospette.
Fonte: www.rainews.it
