L'ex Birmania al voto dopo il colpo di Stato dei militari
Sono le prime dal golpe del 2021. Sei le sigle, tutte legate alla giunta militare. Sciolti i partiti democratici. Elezioni in tre fasi nell'arco di un mese
La televisione del Myanmar mostra lunghe code ai seggi per le prime elezioni politiche dal colpo di Stato del febbraio 2021 che mise fine a un'esperimento democratico durato un decennio. Si svolgeranno in tre fasi nell'arco di un mese. Non in tutte le province, sono escluse quelle controllate dai ribelli che si oppongono al governo dei militari. “Sono elezioni libere e giuste” afferma al seggio il leader della giunta Min Aung Hlaing che mostra ai reporter il mignolo macchiato di inchiostro che attesta la sua partecipazione al voto. “Una farsa” secondo Nazioni Unite e organizzazioni dei diritti umani che accusano la giunta birmana di volersi assicurare una patente di legittimità.
In lizza a livello nazionale sono sei sigle legate ai militari. Decine di partiti, che nel 2020 ottennero il 90 percento dei voti, sono stati sciolti: a cominciare dalla Lega Nazionale per la Democrazia , la cui leader storica, la Nobel per la pace Aung San Suu Kyi, è stata condannata a 27 anni di carcere con vari capi di accusa, tra cui la corruzione. Di lei non si sa nulla. “Per quanto ne sappia, potrebbe essere già morta” dice il figlio Kim Aris. Con il sostegno di Cina e Russia il Myanmar resta un paese isolato e impenetrabile.
Fonte: www.rainews.it
