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La Guida suprema dell'Iran Mojtaba Khamenei è sfigurato ma partecipa alle riunioni
Il grande ayatollah non si vede da quando raid israeliani e americani hanno ucciso suo padre Alì in un raid in cui sono morti diversi componenti della sua famiglia tra cui la madre la moglie e un figlio
web Sfigurato nel viso e in cura da settimane. Che la nuova Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, sia rimasto seriamente ferito nell'attacco del 28 febbraio scorso non è una novità. Ora è la Reuters a riferire quanto riportato da tre persone vicine alla Guida suprema rimaste però nell'anonimato.
Secondo le fonti il 56enne leader iraniano resta in cura in una località segreta per le gravi ferite riportate a una o a entrambe le gambe. Mantiene però la lucidità mentale necessaria a prendere decisioni importanti e a partecipare alle riunioni in uno dei momenti di crisi più gravi per la tenuta della Repubblica islamica dell'Iran forse dai tempi della Rivoluzione khomeinista del 1979.
È chiaro che la questione sulle sue condizioni di salute si fa più sensibile con l'apertura, oggi, a Islamabad, capitale del Pakistan, dei colloqui di pace con gli Stati Uniti considerato nemico numero uno della teocrazia sciita insieme all'alleato israeliano. Ma Mojtaba, hanno assicurato le stesse fonti, partecipa alle riunioni con alti funzionari tramite audioconferenza ed è coinvolto nel processo decisionale.
Nell'attacco aereo che colpì il quartier generale della Guida suprema nel centro di Teheran, condotto da Israele con l'aiuto degli Usa del 28 febbraio scorso, oltre ad Alì suo padre e predecessore, furono uccisi la madre, la moglie e un figlio del nuovo leader del regime. Tuttavia ogni informazioni sulle sue condizioni di salute non ad ora verificate da fonti indipendenti, per questo motivo è difficile avere certezze sulle sue reali condizioni di salute.
Il luogo in cui si trova Khamenei, le sue condizioni di salute e la sua capacità di governare rimangono in gran parte un mistero per l'opinione pubblica. Qualcuno aveva ipotizzato una fuga a Mosca, accolto dallo storico alleato russo, ma anche su questo è giallo.
Di lui non ci sono foto pubbliche, video o registrazioni audio che lo ritraggano dall'attacco aereo e dalla sua successiva nomina a successore del padre avvenuta l'8 marzo. “L'Iran non vuole la guerra, ma vendicheremo il sangue dei nostri martiri” aveva detto in un messaggio audio letto da una giornalista della tv di Stato il 9 aprile scorso.
Il messaggio di Mojtaba Khamenei alla TV: "Non vogliamo la guerra"
Fonte: www.rainews.it
