Fondi ad Hamas, legali Hannoun: "Ha sempre operato in modo tracciabile"
Mohamed Hannoun, presidente dell'Associazione palestinesi in Italia, arrestato sabato, domani farà dichiarazioni spontanee. Coinvolte tre associazioni. 25 gli indagati. Spunta il nome dell'imam di Torino che non risulta indagato
Oltre un milione di euro in contanti, opuscoli, una bandiera di Hamas e canti corali islamici 'anshd' celebrativi del gruppo terroristico palestinese: è quanto è stato rinvenuto in alcune delle 17 perquisizioni personali e locali eseguite nell'ambito dell'operazione Domino sui finanziamenti ad Hamas che hanno portato a nove arresti. Le perquisizioni, incluse le tre sedi dell'Associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese (Abspp) a Genova, Milano e Roma, hanno interessato anche Torino, Bologna, Bergamo, Firenze, Monza Brianza, Lodi e Sassuolo.
"Non stiamo registrando situazioni particolarmente significative di radicalizzazione, anche se il monitoraggio è continuo", ha risposto il questore di Milano, Bruno Megale, a una domanda sull'inchiesta genovese che ha portato ai nove arresti di presunti finanziatori di Hamas con due associazioni perquisite anche a Milano.
Senza entrare nel dettaglio dell'inchiesta, Megale ha spiegato che "c'è una forte attenzione a Milano dove esiste una comunità musulmana particolarmente consistente, composta da 200mila persone. Ci sono 56 luoghi di culto, ma esiste anche una certa cooperazione con la maggior parte di queste realtà e con i responsabili, in particolare con la realtà musulmana sunnita, ma anche con la componente musulmana sciita e nei luoghi di culto che sono oggetti di controlli continui. Non abbiamo segnali di particolare radicalizzazione anche perché questa avviene maggiormente su internet".
L'operazione è condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Genova, con il coordinamento della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo di Roma, dalla Polizia di Stato (Questura di Genova-Digos, col raccordo operativo della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione di Roma) e dalla Guardia di Finanza (Gico di Genova e Nucleo Speciale di Polizia Valutaria di Roma), culminata.
Le attività hanno permesso di raccogliere ulteriori elementi che, spiega la Procura di Genova, "si ritiene riscontrino il quadro indiziario in base al quale è stata emessa l'ordinanza di applicazione di misure cautelari personali e reali".
Si segnala in particolare il sequestro di denaro contante per una somma complessiva di circa 1.080.000 euro, detenuti non solo nelle sedi della Abspp, ma anche in alcune delle dimore delle persone perquisite. In un caso, il contante (per circa 560.000 euro) era stato nascosto in un vano appositamente ricavato in un garage a Sassuolo. Sono stati altresì sequestrati alcuni computer, nascosti nell'intercapedine di una parete in un alloggio in provincia di Lodi, e numerosi altri dispositivi elettronici che saranno sottoposti ad analisi nei prossimi giorni.
Nell'abitazione di uno degli indagati, che conservava anche circa 6.000 euro, è stata rinvenuta una bandiera di Hamas. Materiale riconducibile all'organizzazione è stato inoltre trovato in alcuni dei luoghi sottoposti a perquisizione. In particolare, oltre a vari opuscoli sul movimento islamista, è stata sequestrata una chiavetta USB contenente canti corali islamici inneggianti a Hamas.
È "concreto e attualissimo" il pericolo di fuga ravvisato nei confronti di Hannoun Mohammad, presidente dell'Associazione palestinesi in Italia, tra gli arrestati, e che avrebbe dovuto essere sottoposto all'interrogatorio di garanzia, martedì 30 dicembre, alle 9.00, nel carcere genovese di Marassi, ma che invece farà dichiarazioni spontanee, come hanno dichiarato i suoi legali.
È durato circa due ore il colloquio tra Hannoun, l'architetto giordano arrestato perché accusato di finanziare Hamas, e i suoi avvocati, Emanuele Tambuscio e Fabio Sommovigo, che hanno riferito: "E' stato molto lucido e preciso nel ricostruire tutti i passaggi dei finanziamenti e da domani cominceremo a studiarli nei dettagli. Ha sempre operato in maniera tracciabile e sempre con associazioni registrate, molte delle quali anche in Israele".
Domani Hannoun "chiarirà alcuni passaggi con la Gip attraverso una dichiarazione spontanea ma su nostro consiglio non si sottoporrà a interrogatorio anche perché ancora non abbiamo ricevuto tutti gli atti depositati".
Secondo la gip Silvia Carpanini, il pericolo di fuga emerge dal fatto che Hannoun aveva "da tempo manifestato il progetto di trasferirsi in Turchia e di aprire lì un ufficio dove spostare l'attività dell'associazione".
Circa questo fatto che, secondo l'accusa, Hannoun stesse fuggendo in Turchia, gli avvocati hanno spiegato: "Lui in Turchia va costantemente per le attività di beneficienza e ci ha precisato che dal 7 ottobre 2023 non aveva più possibilità di operare dall'Italia e a causa del blocco dei conti doveva portare i contanti in Turchia o in Egitto".
Fabio Sommavigo ed Emanuele Tambuscio nelle prossime ore potrebbero presentare ricorso al tribunale del Riesame. La decisione del Riesame sulla sua eventuale scarcerazione, nel caso, dovrebbe arrivare entro la fine di gennaio.
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Negli ultimi giorni le intercettazioni hanno evidenziato come tale programma fosse in fase di attuazione sempre più stringente tanto che era emersa la data di ieri come quella della partenza, d'accordo con la famiglia che lo avrebbe poi raggiunto il prima possibile.
Quanto infine al pericolo di reiterazione, per la gip "è senz'altro concreto e attuale sia avendo riguardo alla natura del reato commesso di matrice fortemente ideologica, sia considerando il comportamento degli indagati che, nonostante l'inclusione nelle liste del terrorismo" hanno "continuato nella loro attività, aggirando i divieti con triangolazioni finanziarie, usando sempre maggiori cautele, ripulendo i pc dal materiale compromettente e adottando espedienti quali l'apertura di nuove associazioni da intestare a nomi non legati al Movimento per cercare di eludere i blocchi".
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Le misure cautelari
I polizotti della DIGOS di Genova, il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Genova e il Nucleo Speciale della Polizia hanno dato esecuzione a una ordinanza di applicazione di misure cautelari (personali e reali, queste ultime per un ammontare di oltre otto milioni di euro) nei confronti dei nove indagati destinatari tutti della custodia in carcere e tre associazioni, emessa dal Giudice per le Indagini preliminari presso il Tribunale di Genova, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Genova.
Operazioni triangolate
In particolare, vengono addebitate operazioni di finanziamento, effettuate anche mediante operazioni di triangolazione attraverso bonifici bancari o con altre modalità per il tramite di associazioni con sede all'Estero in favore di associazioni con sede a Gaza, nei Territori Palestinesi o in Israele, dichiarate illegali dallo Stato di Israele, perché appartenenti, controllate o comunque collegate ad Hamas o direttamente a favore di esponenti di Hamas.
Tale supporto ha riguardato anche il sostentamento dei familiari di persone coinvolte in attentati terroristici ai danni di civili o dei parenti di detenuti per reati con finalità di terrorismo, sostentamento che ha rafforzato l'intento di un numero indeterminato di componenti di Hamas di aderire alla strategia terroristica e al programma criminoso dell'organizzazione, anche compiendo attentati terroristici suicidi.
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Ad oggi sono 25 gli indagati
Sono 25, a oggi, gli indagati nell'inchiesta. Ieri sono scattate nove misure cautelari, di cui sette in carcere. Tra gli arrestati, il leader dei palestinesi in Italia Mohammad Hannoun. Alcuni suoi familiari, la moglie e i suoi due figli figurano invece tra i 25 indagati che, secondo gli investigatori, avrebbero giocato un ruolo nei finanziamenti ad Hamas. Indagata, secondo quanto riporta La Stampa, anche la giornalista Angela Lano, direttrice dell'agenzia di stampa 'Infopal' sul cui sito viene confermata la perquisizione avvenuta ieri a casa di Lano.
"Ieri - si legge in un comunicato sulla homepage a titolo 'Siamo sotto Regime Totalitario: perquisita la casa della nostra Direttrice' -, con un mandato di perquisizione della procura di Genova, gli agenti della Digos hanno sequestrato i computer e i cellulari dalla direttrice di InfoPal. La libertà di informazione sulla Palestina e sui crimini di Israele è ormai proibita in Italia. Le vittime sono perseguite e i carnefici dettano legge. Tuttavia, abbiamo piena fiducia nella magistratura italiana".
Per gli arrestati, gli interrogatori di garanzia davanti alla giudice Silvia Carpanini dovrebbero svolgersi martedì.
Gli indagati sono accusati di associazione con finalità di terrorismo, anche internazionale (art. 270 - bis c.p.). Tra loro, come detto, c'è Mohamed Hannoun, presidente dell'Associazione palestinesi in Italia, arrestato con l'accusa di essere un finanziatore di Hamas. Hannoun, 63 anni, vive a Genova, e di professione fa l'architetto. Ha cittadinanza giordana, ma sta in Italia da 40 anni. Nel 1994 ha fondato l'Associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese (A.b.s.p.p.), ora accusata di essere uno strumento per raccogliere fondi per Hamas. Nel 2023 il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha inserito Hannoun e la sua A.b.s.p.p. in una black list, come finanziatori del terrorismo. L'attivista palestinese ha sempre respinto ogni accusa. “È una bufala che io sia un leader di Hamas. Sono semplicemente un palestinese impegnato da decenni nella lotta per i diritti del suo popolo. Hamas ha avuto più del 70% dei voti a Gaza e in Cisgiordania, quindi è un legittimo rappresentante del popolo palestinese. E io sono simpatizzante di Hamas come lo sono di ogni fazione che lotta per i miei diritti”.
Le altre persone coinvolte nell'inchiesta sono Dawoud Ra'Ed Hussny Mousa, membro del comparto estero dell'organizzazione terroristica Hamas, nonché Al Salahat Raed (vedi in basso), membro del comparto estero dell'organizzazione terroristica e, dal maggio 2023, componente del board of directors della European Palestinians Conference, al cui interno opera in stretto contatto con Majed Al Zeer; Elasaly Yaser, membro del comparto estero dell'organizzazione terroristica Hamas, componente della cellula italiana, responsabile con Hussny Mousa della filiale milanese di A.B.S.P.P., Albustanji Riyad Abdelrahim Jaber, quale membro del comparto estero dell'organizzazione terroristica Hamas, Osama Alisawi, membro di Hamas di cui è stato Ministro dei Trasporti del Governo di fatto a Gaza, Presidente del Blocco Islamico dell'Unione degli Ingegneri, membro del Consiglio dell'Unione degli Ingegneri, cofondatore nel 1994 della A.B.S.P.P., delegato ad operare, dal 2001 al 2009, sui conti correnti dell'associazione n. 8542 e 9300 sono accusati di aver condiviso con Mohamed Hannoun le decisioni riguardanti le iniziative da adottare, anche volte a costituire l'Associazione Benefica La Cupola d'Oro, nonché l'Associazione Benefica La Palma, al fine di proseguire l'attività di supporto finanziario all'associazione terroristica Hamas.
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Chi è il membro arrestato a Firenze
Uno degli arrestati è stato prelevato nella mattina di oggi dal Gruppo d'investigazione sulla criminalità organizzata e Polizia di Stato in via del Campuccio a Firenze, nell'alloggio dove abitava. L'uomo, Raed Al Salahat, non ha opposto resistenza.
Nell'abitazione sarebbe stato effettuato il sequestro di documenti e altro materiale. L'arrestato, si è appreso dagli inquirenti, è membro del comparto estero dell'organizzazione terroristica e, dal maggio 2023, componente del board of directors della European Palestinians Conference, al cui interno opera in stretto contatto con Majed Al Zeer.
Raed Al Salahat, che nel corso delle intercettazioni esprimeva apprezzamenti per gli attentati terroristici, è componente della cellula italiana di Hamas, dipendente della Associazione Benefica di Solidarietà col Popolo palestinese, con sede a Genova, dal luglio 2011 al settembre 2019 e, di nuovo, a partire dal luglio 2024, referente per Firenze e la Toscana.
Le segnalazioni
L'indagine è iniziata successivamente all'attacco terroristico attribuito a Hamas, grazie all'impulso della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, dopo una serie di segnalazioni per operazioni finanziarie sospette individuate in data antecedente al 7 ottobre 2023. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti il 71% della raccolta fondi - indicata come avente fini umanitari per la popolazione palestinese - sarebbe stata dirottata al finanziamento diretto di Hamas o di associazioni a essa collegate o da essa controllate e di altre articolazioni dell'organizzazione terroristica. La stima è, appunto, di €7.288.248,15. Soldi, che se confermato, sarebbero stati sottratti alla popolazione di Gaza.
Il commento del ministro Piantedosi
“Nostre forze di polizia tra le migliori al mondo” ha commentato il ministro dell'interno, Matteo Piantedosi. “È un'operazione importante e significativa che ha portato all'arresto di nove persone, tra cui il più noto Mohammad Hannoun. Pur con la doverosa presunzione di innocenza che va sempre riconosciuta in questa fase, è stato squarciato il velo su comportamenti e attività che, dietro il paravento di iniziative a favore delle popolazioni palestinesi, celavano il sostegno e la partecipazione a organizzazioni con vere e proprie finalità terroristiche di matrice islamista”. Congratulazioni sono arrivate anche dalla Farnesina a nome del ministro Antonio Tajani.
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Unione arabo palestinese: “Gli arresti ordini di Israele”
"Gli arresti si commentano da soli, come le denunce e gli abusi di ogni tipo. Chi supporta ipalestinesi sotto attacco diventa target dei fascisti, sono ordini che arrivano da Israele e il nostro governo riceve ordini direttamente da Netanyahu": così Shukri Hroub dell'Udap (Unione democratica arabo palestinese), responsabile logistica della Freedom flotilla, commenta i 9 arresti di oggi.
"In Occidente è stata esportata tanta democrazia che ne è rimasta poco" si rammarica l'esponente della comunità palestinese in Italia, che ha marciato fianco a fianco con Hannoun e altri arrestati nelle manifestazioni che si sono susseguite a Milano ogni sabato dal 7 ottobre 2023.
"Per ciò che so, questi 9 palestinesi non hanno fatto altro che dare un supporto reale ai palestinesi contro l'assenza del mondo, c'è chi lo fa con associazioni, chi in un altro modo, come noi che mandiamo fondi direttamente all'ospedale di Gaza, e a queste persone vengono sequestrati i soldi o sono criminalizzati, è l'ennesima dimostrazione di supporto al genocidio. A Roma - sottolinea - si devono difendere dall'accusa di complicità in genocidio ma con questo atteggiamento non risolvono i loro problemi perché il popolo italiano a Roma ha detto la sua con una manifestazione da un milione di persone".
"Con la loro mossa di accusare i nostri ragazzi in giro per il mondo devono sapere- conclude - che non ci fermano, troveremo sempre il modo di aiutare il nostro popolo che lotta per i suoi diritti e per sopravvivere nella sua terra perché abbiamo il sostegno del popolo del mondo, poi massonerie, mafiette e governetti e servi di Trump sono un altro discorso, loro governano e comandano e ci vogliono portare in guerra con la grande operazione di riarmo".
Difensore di Rahed Al Salahat: “Indimostrata la distrazione di soldi a terrorismo”
"È certo che Rahed Al Salahat raccoglieva fondi dai fedeli per destinarli ad attività caritatevoli in Palestina, ma sull'accusa di distrazione deglis tessi fondi, da tali impieghi, a finalità terroristiche, ciò è indimostrato, almeno per quanto possiamo ricavare dagli atti disponibili sinora". Lo sottolinea l'avvocato Samuele Zucchini, difensore di fiducia del 48enne, arrestato ieri con ordinanza cautelare del gip di Genova in un appartamento nel centro di Firenze nell'ambito dell'inchiesta della Dda di Genova sui finanziamenti a Hamas.
"Le autorità italiane si basano su indicazioni fornite dal Governo israeliano, compresi i suoi apparati di intelligence e militari, di cui non sappiamo i documenti, probabilmente sono informazioni raccolte in base a viaggi, contatti, captazioni, ma non ne sappiamo nulla - aggiunge il legale - Comunque devono dimostrare se davvero a Gaza i fondi sono stati utilizzati per terrorismo e poi, nel caso dell'indagato da me assistito, se egli ne avesse consapevolezza. E' un processo che si presenta molto difficile, inoltre dalle carte si ricava che questa inchiesta nascerebbe da altri tre procedimenti precedenti che non hanno visto la luce di un processo ma vennero tutti archiviati a loro tempo".
Rahed Al Sahalat potrebbe essere interrogato martedì dal gip di Genova in videoconferenza col carcere fiorentino di Sollicciano, dove è da ieri e dove domani, lunedì, potrebbe avere un primo colloquio col difensore. Inoltre, secondo quanto appreso, potrebbe esserci un contestuale accertamento irripetibile su materiali informatici - cellulari e computer - che gli sono stati sequestrati ieri mattina dal Gico della guardia di finanza e Polizia di Stato nell'appartamento di via del Campuccio.
L'indagato, nato nel 1977 da genitori palestinesi riparati in Kuwait, fa parte del consiglio direttivo della moschea di Firenze, dove ha rapporti diretti con l'imam Izzedin Elzir, oltre ad essere dipendente e referente per Firenze e la Toscana dell'Associazione Benefica di Solidarietà col Popolo Palestinese su cui si è appuntata l'attenzione degli inquirenti genovesi. Infine, emerge da parte di Al Salahat anche un'attività pubblicistica sui social dedicata all'informazione e alla trattazione di fatti e circostanze relativi alla situazione politica della Palestina e alla crisi di Gaza.
Fonte: www.rainews.it
