Flotilla, sbarcati a Creta gli attivisti fermati: due saranno portati in Israele e interrogati
Il ministero israeliano ringrazia il governo greco. La Grecia chiede che Israele ritiri le navi e dimostri moderazione. Arrestati 23 italiani, la condanna di Meloni. Flotilla: "Atto di pirateria". Gli Stati Uniti: iniziativa pro-Hamas
I circa 175 attivisti della Global Sumud Flotilla per Gaza, che erano stati intercettati nella notte tra mercoledì e giovedì dalle forze israeliane in acque internazionali nel Mediterraneo, sono sbarcati sull'isola di Creta: lo ha constatato un giornalista di Afp sul posto. Lo sbarco è avvenuto nel sud-est dell'isola. Scortati dalla Guardia costiera greca, gli attivisti sono saliti su quattro autobus diretti verso una destinazione al momento non specificata dalle autorità, secondo la stessa fonte.
Due degli attivisti “saranno condotti in Israele per essere interrogati”, in quanto considerati autori di attività sospette: lo indica in un comunicato il Ministero degli Esteri israeliano. Si tratta di Saif Abu Keshek, “sospettato di affiliazione a un'organizzazione terroristica”, e Thiago Ávila, “sospettato di attività illegali”, aggiunge il comunicato. Nella nota, il Ministero israeliano ringrazia inoltre il governo greco per aver accettato lo sbarco a Creta dei restanti attivisti della Flotilla.
Nei giorni scorsi, diverse imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, salpata all'inizio del mese dalle coste europee con l'intenzione di rompere il blocco navale israeliano su Gaza, sono state bloccate dalla Marina israeliana mentre navigavano in acque internazionali vicino all'isola greca di Creta. L'operazione è iniziata nella tarda serata di mercoledì, quando il gruppo ha denunciato che le imbarcazioni erano state “avvicinate da motoscafi militari, che si sono identificati come ‘israeliani’, puntando laser e armi d'assalto semiautomatiche e ordinando ai partecipanti di spostarsi a prua e di mettersi in ginocchio con le mani a terra”.
Sono in totale 22 le navi intercettate e 175 gli attivisti arrestati, 23 dei quali italiani. Inizialmente Tel Aviv ha fatto sapere che i fermati sarebbero stati portati in Israele, ma in un secondo momento il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa'ar, ha riferito che “in coordinamento con il governo greco, le persone trasferite dalle imbarcazioni della flottiglia alla nave israeliana saranno sbarcate su una spiaggia greca nelle prossime ore”. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha usato un tono di scherno: “Sono stati respinti e torneranno nei loro Paesi di origine. Continueranno a guardare Gaza su YouTube”.
La Grecia chiede che Israele ritiri le navi e dimostri moderazione
La Grecia, tramite una dichiarazione del Ministero degli Esteri, ha chiesto “moderazione e rispetto universale del diritto internazionale”. Il dicastero greco afferma che Atene, “in quanto fattore di stabilizzazione nella regione”, ha esortato Israele a ritirare le sue navi dall'area e ha offerto assistenza diplomatica, tra cui l'accoglienza degli equipaggi in Grecia e la facilitazione del loro rimpatrio nei rispettivi Paesi. Atene ha aggiunto che le autorità greche sono in consultazione con Israele in merito allo “sbarco in sicurezza” dei passeggeri in Grecia e che una delegazione del Ministero degli Esteri è stata inviata al punto di arrivo per coordinare le azioni con altre autorità e servizi consolari stranieri.
La nota diffusa dal Ministero sui social afferma che la Grecia sta agendo “nel rispetto del diritto internazionale e dei principi umanitari”, compresi il diritto marittimo e il diritto internazionale umanitario. Le autorità hanno affermato che i servizi consolari vengono tenuti informati sugli sviluppi mentre proseguono gli sforzi di coordinamento.
Flotilla: “Una trappola calcolata”
La Flotilla contesta il fatto che, come nel 2025, i fatti siano avvenuti in acque internazionali, e ha accusato le forze israeliane di avere “distrutto i motori e i sistemi di navigazione” e di avere poi “abbandonando intenzionalmente centinaia di civili su navi in avaria e danneggiate, proprio sulla traiettoria di una violenta tempesta in arrivo”. “Mentre i partecipanti alla Flotilla si trovano di fronte a una trappola mortale calcolata in mare, la popolazione di Gaza rimane il bersaglio principale di una spietata campagna di fame e massacro che dura da anni. La logica che viene applicata è identica: lo Stato israeliano crea le condizioni per la morte, sabota i mezzi di sopravvivenza e poi aspetta che la natura o le circostanze completino l'opera” hanno aggiunto gli attivisti.
Israele: blocco navale “legittimo” su iniziativa “provocatoria”
Dall'altra parte, Israele continua a sostenere che il suo blocco navale imposto a Gaza sia “legittimo” e definisce “provocatoria” l'iniziativa della Flotilla, rivendicando l'intercettazione come necessaria e conforme al diritto. Il Ministero degli Esteri israeliano ha inoltre accusato Hamas di essere la “forza trainante” dietro la Flotilla, “con l'obiettivo di sabotare il passaggio alla seconda fase del piano di pace del presidente Trump”. “Sostenitori di Hamas”, ha definito Netanyahu gli attivisti della Flotilla. E il ministro israeliano della Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir, ha ordinato alle autorità di mostrare loro un video di 43 minuti dell'esercito israeliano che documenta gli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023, noto in ebraico come “video dell'orrore”.
La Turchia ha affermato che Israele ha commesso “un atto di pirateria” contro la Global Sumud Flotilla e ha riferito di aver adottato “tutte le misure necessarie” per tutelare i propri cittadini e gli altri passeggeri a bordo.
Il governo di Roma chiede “immediata liberazione di tutti gli italiani”
Il governo guidato da Giorgia Meloni ha condannato il sequestro delle imbarcazioni e ha chiesto “l'immediata liberazione di tutti gli italiani illegalmente fermati”, ma al tempo stesso la premier ha dichiarato che “per quello che riguarda il mio giudizio sulla Flotilla, non è che ho cambiato molto idea, a me continua a sfuggire quale sia l'utilità di iniziative che non portano benefici alla popolazione di Gaza, ma in compenso danno a noi molto altro lavoro e molti problemi da risolvere”. Italia e Germania hanno inoltre diffuso una nota congiunta in cui riferiscono che “seguono con forte preoccupazione gli sviluppi relativi alla Global Sumud Flotilla” e chiedono “il pieno rispetto del diritto internazionale”, ricordando “il comune impegno e gli sforzi della comunità internazionale per fornire aiuti umanitari a Gaza”.
La Farnesina continua a seguire la situazione. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dato istruzioni all'Unità di Crisi e alle Ambasciate d'Italia a Tel Aviv e Atene di assumere informazioni presso le autorità israeliane e greche. L'obiettivo è definire i contorni dell'operazione e mettere in atto ogni misura necessaria a tutelare i cittadini italiani imbarcati.
Il portavoce della Flotilla: "Barche abbordate lasciate alla deriva"
Gli Stati Uniti sulla Flotilla: iniziativa pro-Hamas e controproducente
Gli Stati Uniti hanno condannato con fermezza la “Flotilla per Gaza”, definendola un'iniziativa “filo-Hamas” e “controproducente”. In un comunicato il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Tommy Pigott, dichiara: “Gli Stati Uniti condannano la Flotilla, un'iniziativa pro-Hamas che costituisce un tentativo infondato e controproducente di minare il piano di pace del presidente Donald Trump per la Striscia di Gaza”.
Ue: “Libertà di navigazione deve essere rispettata”
La Commissione Ue tramite Anouar El Anouni, portavoce della Commissione per gli Affari Esteri, ha fatto sapere che scoraggia “la Flotilla come forma di consegna degli aiuti, perché mette a rischio la sicurezza dei loro partecipanti”, ma ha ricordato che “la libertà di navigazione in base al diritto internazionale deve essere rispettata. Abbiamo invitato e ribadiamo l'invito a Israele a rispettare il diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario e il diritto internazionale marittimo, che è molto chiaro”.
La testimonianza a Rainews24
Le imbarcazioni della missione sono state avvicinate da motoscafi militari che si sono identificati come israeliani. “Puntando laser e armi d'assalto semiautomatiche, hanno ordinato ai partecipanti di spostarsi a prua e di mettersi in ginocchio”, riferisce la Global Sumud Flotilla, che ha lanciato un segnale di SOS dopo che le comunicazioni radio di gran parte della flotta si sono interrotte. Una nota degli organizzatori della Flotilla parla di “incredibile azione in spregio del diritto internazionale e direttamente in territorio europeo”.
Secondo quanto riferito a Rainews24 dalla portavoce Maria Elena Delia, sarebbero state bloccate 22 “delle 60 barche che erano in navigazione in acque internazionali, nemmeno arrivate all'altezza di Creta, quindi direi in Europa sostanzialmente. È stata un'operazione durata di fatto tutta la notte, è surreale e vergognoso che possa accadere una cosa di questo tipo, che 22 barche civili con a bordo aiuti umanitari possano essere di fatto sequestrate in questa maniera”.
“Gli attivisti raccontano che prima sono arrivate due navi militari - continua Delia - che si sono presentate come navi della Marina israeliana e hanno chiesto di fermarsi e di tornare indietro. Dopo aver chiesto a tutti di mettersi a prua e in ginocchio, alcuni militari sono saliti a bordo con le armi d'assalto, come si vede anche da alcuni video, dopo di che da quelle barche non abbiamo avuto più comunicazioni”.
Global Sumud Flotilla, la portavoce: "Erano in navigazione in acque sostanzialmente europee"
“La Farnesina si è immediatamente attivata - ha confermato la portavoce -, noi siamo in contatto costante e diretto con loro. Che cos'altro dovrebbe accadere per cominciare a mettere in campo degli strumenti, come ad esempio delle sanzioni, nei confronti di un governo come quello israeliano, che sta commettendo atti di questo tipo in una sostanziale impunità?”.
“Le azioni di Israele segnano una escalation pericolosa e senza precedenti: il rapimento di civili nel mezzo del Mediterraneo, a oltre 960 chilometri da Gaza, sotto gli occhi del mondo intero. Sia chiaro di cosa si tratta. Si tratta di pirateria”, proseguono gli attivisti. E ancora: “Si tratta del sequestro illegale di esseri umani in alto mare vicino a Creta. Israele può operare con totale impunità, ben oltre i propri confini, senza subire conseguenze. Chiediamo che i responsabili vengano chiamati a rispondere delle proprie azioni”.
Il senso della missione
La missione Global Sumud Flotilla (Sumud è un termine arabo che indica fermezza e resilienza) è composta da circa sessanta imbarcazioni e oltre mille volontari di diverse nazionalità. L'obiettivo dichiarato è la consegna di aiuti medici e alimentari alla popolazione della Striscia di Gaza, che vive una crisi umanitaria senza precedenti. Negli ultimi anni, il bilancio delle vittime palestinesi nella Striscia di Gaza ha superato i 72.000 morti, in maggioranza donne e bambini, oltre a centinaia di migliaia di feriti e a una carenza cronica di beni di prima necessità. Gli attacchi israeliani continuano, nonostante la tregua entrata in vigore nell'ottobre 2025.
La posizione d'Israele
Il Ministero degli Esteri israeliano contesta le finalità umanitarie della missione, definendola “una trovata pubblicitaria guidata da Hamas”. Secondo le autorità di Tel Aviv, lo scopo reale della flottiglia sarebbe quello di “sabotare la transizione del piano di pace del presidente Trump alla sua seconda fase”, avviata a gennaio 2026 con l'obiettivo di istituire a Gaza un'amministrazione tecnocratica transitoria.
“Circa 175 attivisti, provenienti da oltre 20 imbarcazioni della ‘flottiglia dei preservativi’, stanno ora raggiungendo pacificamente Israele. Nel video gli attivisti si divertono a bordo delle navi israeliane” ha scritto il Ministero degli Esteri israeliano, condividendo un video su X.
L'inviato israeliano presso le Nazioni unite, Danny Danon, ha spiegato su X che “un'altra flottiglia provocatoria è stata intercettata prima di raggiungere” la sua area, aggiungendo che i soldati israeliani coinvolti nell'operazione hanno agito con “professionalità e determinazione nell'affrontare un gruppo di agitatori deliranti in cerca di attenzione”.
Le reazioni politiche
Dopo l'assalto compiuto dall'Idf alle imbarcazioni della Flotilla, le opposizioni hanno chiesto congiuntamente “un'informativa urgente alla presidente del Consiglio e ai ministri Crosetto e Tajani”. La richiesta è stata formulata nell'Aula di Montecitorio in apertura di seduta dai deputati Marco Grimaldi di Avs, Arturo Scotto (Pd) e Stefania Ascari (M5s). Verso le 13 poi con una nota Palazzo Chigi ha condannato l'accaduto chiedendo “la liberazione immediata degli italiani”.
Per Elly Schlein “l'esercito israeliano sta abbordando illegalmente le barche della Global Sumud Flottilla che portano aiuti umanitari”, scrive la segretaria dem sui social. “Questa è pirateria internazionale. Si tratta nuovamente di una inaccettabile violazione del diritto del mare, fatta con arroganza a largo di Cipro, in acque internazionali a 50 miglia dalle coste greche e quindi dall'Europa. L'abbordaggio è illegale e gli attivisti sono stati sequestrati in acque internazionali. Questa operazione illegale dell'IDF deve interrompersi subito e gli attivisti sequestrati devono essere immediatamente liberati. Le istituzioni europee e il Governo italiano esprimano una chiara condanna e facciano tutto quanto in loro potere per tutelare la sicurezza degli attivisti sequestrati, per garantirne l'immediato rilascio e per ottenere lo sblocco di tutti gli aiuti umanitari necessari ai palestinesi”, conclude Schlein.
Anche Nicola Fratoianni, di Alleanza Verdi e Sinistra, definisce l'accaduto un atto di pirateria: “Chiediamo al governo italiano di attivarsi immediatamente per garantire l'incolumità dei nostri connazionali e di tutte le persone presenti a bordo” dice il leader rossoverde. Sergio Costa, del M5s, rincara la dose: “Attivisti civili disarmati, con aiuti umanitari a bordo, sono stati abbordati con le armi puntate e costretti in ginocchio. Chiamiamo le cose con il loro nome: è pirateria di Stato, compiuta in spregio del diritto internazionale nelle acque del Mediterraneo europeo”. Il vicepresidente della Camera aggiunge: “Chiediamo un intervento congiunto e deciso dell'Unione europea, con misure concrete e non con dichiarazioni di preoccupazione. Nessuno Stato può considerarsi al di sopra del diritto internazionale, nemmeno un alleato, e l'Europa ha il dovere di farlo valere con i fatti”.
Riccardo Magi, + Europa: “Una evidente violazione da parte di Israele di qualsiasi legge del mare e del diritto internazionale che non può restare impunito. E, dato che Netanyahu ha allargato fino alle porte dell'Europa le azioni dell'Idf, visto che questo fermo è avvenuto a pochi chilometri da Creta, tutta l'Ue dovrebbe preoccuparsi. Ci aspettiamo una condanna formale da parte del nostro governo, ci aspettiamo finalmente parole chiare da parte di Meloni e Tajani”.
Anche i portuali di Genova hanno voluto condannare l'azione israeliana con un comunicato: “Vogliamo lo sciopero generale, dobbiamo bloccare di nuovo tutto”. “Non ci aspettavamo che la Flotilla venisse attaccata così presto. Forse speravamo che le cose andassero diversamente e invece no, come a Gaza tutto è come prima, come in tutta la Palestina tutto è anche peggio di prima, come la guerra oramai è diventata la nostra realtà, anche la Flotilla è stata duramente colpita. Adesso siamo di nuovo incazzati, basta parole, basta sconcerto di fronte ai social”, scrive sui social il Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali di Genova, che ha indetto un presidio al varco portuale Albertazzi.
I portuali genovesi erano stati tra i principali protagonisti delle grandi mobilitazioni dell'autunno scorso a seguito dell'attacco israeliano alla prima Flotillia. Era stato uno dei membri del Calp infatti, durante la fiaccolate dei 40mila di fine agosto, organizzata da Music for Peace in occasione della partenza da Genova di alcune imbarcazioni della Flotilla con decine di tonnellate di generi alimentari destinati alla popolazione di Gaza, a lanciare l'appello a bloccare il Paese nel caso in cui fosse stata fermata dai militari israeliani.
Fonte: www.rainews.it
