Iran, ancora proteste contro il regime: roghi, scontri con la polizia, arresti e vittime
Gli Ayatollah confermano la linea dura nei confronti dei manifestanti nonostante le minacce di intervento statunitense
Per la seconda settimana in Iran le piazze manifestano contro il regime. Auto incendiate, scontri con la polizia, arresti e vittime. Sarebbero almeno 20 morti. Le proteste sono iniziate a causa della grave crisi economica che ha messo in ginocchio il paese e il capo della magistratura avverte che non ci sarà alcuna clemenza contro i rivoltosi commercianti, lavoratori e studenti contro gli Ayatollah. A nulla è servito l'annuncio del governo di dare un'indennità di 7 $ al mese a ogni iraniano. E ieri la guida Suprema Khamenei ha detto di capire le ragioni delle proteste, ma ha anche aggiunto che i manifestanti vanno messi al loro posto. Parole tutt'altro che distensive. Voci lo darebbero in fuga verso Mosca nel caso in cui il regime crollasse. l'Iran è al centro dello scacchiere che agita la politica internazionale. Il presidente Trump, parlando con i reporter sull'Air Force One, ha ribadito che gli Stati Uniti sono pronti a colpire Teheran se ci sarà una risposta violenta contro i manifestanti. Secondo i media libanesi e iraniani, il premier israeliano Netanyahu e il capo della Casa Bianca, avrebbero già raggiunto un accordo per colpire nuovamente l'Iran durante il loro recente incontro a Mar-a-lago.
Fonte: www.rainews.it
