Contenuto in:
Il dolore delle madri dei kenioti che muoiono per Mosca in Ucraina
Sono più di tremila gli africani arruolati dalle truppe di Mosca nella guerra con l'Ucraina. a Nairobi protestano le madri dei giovani africani che combattono e cadono in Ucraina. Mosca intanto promette di non reclutare più soldati tra i kenioti.
“Ora non ho i soldi, non ho un figlio, non ho neanche il suo corpo …cosa mi rimane…?”
Gridano dolore le parole di Hanna, la madre di James, a Limuru, villaggio a nord di Nairobi. Suo figlio è uno degli oltre 3000 africani reclutati In Russia con l’inganno e mandati al fronte in Ucraina.
“Un agente gli ha promesso un lavoro come chef. E in tre giorni ha avuto il visto. Voleva aiutare la famiglia con un buon salario ma non è più tornato”.
Pescano tra i giovani e approfittano della povertà i reclutatori. Fanno firmare un contratto in cirillico che è una condanna a morte.
“Ci ha chiamato da San Pietroburgo, ci ha detto che andava a fare un training nella foresta poi non lo abbiamo più sentito”
Aveva una moglie e una figlia James, lei non riesce neanche a parlare.
Altre madri qui aspettano notizie. Anche i cellulari dei loro figli non squillano più. “Nessuno ci aiuta perché siamo povere, le nostre vite non contano niente”
“Voglio parlare con il nostro presidente” dice Hanna: “Ti abbiamo eletto per lavorare per noi … questo non deve più succedere a nessuno…”
E sono scese in strada a protestare queste madri, davanti al parlamento, la polizia schierata. Ma non si sono fermate e non si fermeranno: vogliono indietro i corpi dei propri figli.
Per James c'è un funerale senza una sepoltura.
Si veste Hanna: un intero villaggio l'abbraccia. Dovrà trovare un modo per poter andare avanti e salutare suo figlio.
Fonte: www.rainews.it
