Flotilla, i 2 attivisti arrestati compaiono in tribunale. Detenzione prorogata per 2 giorni
"Lo Stato di Israele aveva chiesto di prolungare la loro detenzione di 4 giorni", ha dichiarato all'Afp Miriam Azem, coordinatrice per la difesa internazionale dell'Organizzazione per i diritti umani "Adalah"
Il tribunale israeliano ha approvato una proroga di due giorni della detenzione dello spagnolo Saif Abu Keshek e del brasiliano Thiago Avilo, i due attivisti della Global Sumud Flotilla arrestati in acque internazionali dalla Marina israeliana e trasferiti nel Paese per essere interrogati.
I due attivisti sono comparsi oggi in tribunale. Lo riporta il “Times of Israel” citando un'organizzazione israeliana per i diritti umani. "Lo Stato aveva chiesto di prolungare la loro detenzione di quattro giorni. Il tribunale ha prorogato la loro detenzione di due giorni", ha dichiarato all'Afp Miriam Azem, coordinatrice per la difesa internazionale dell'Organizzazione per i diritti umani 'Adalah'. Ieri, la Ong aveva affermato che i suoi avvocati avevano incontrato i due attivisti detenuti nel carcere di Shikma ad Ashkelon.
Avilo ha raccontato agli avvocati della Ong di essere stato "sottoposto a estrema brutalità" al momento del sequestro delle imbarcazioni, aggiungendo di essere stato "trascinato a faccia in giù sul pavimento e picchiato così violentemente da perdere i sensi due volte". Da quando è arrivato in Israele, afferma la Ong Adalah, Avilo ha dichiarato di essere stato "tenuto in isolamento e bendato".
Abu Keshek invece, Secondo quanto affermato dal 'Adalah', sarebbe stato "legato con le mani e bendato... e costretto a rimanere sdraiato a faccia in giù sul pavimento dal momento del suo arresto" fino al suo arrivo in Israele.
La missione via mare diretta a Gaza comunque non si interrompe. Dopo il blocco delle imbarcazioni al largo di Creta, gli attivisti della Global Sumud Flotilla hanno rilanciato: l’intenzione è ripartire a breve, con una partecipazione ancora più ampia.
Le barche, attualmente ferme in Grecia, potrebbero salpare nuovamente entro pochi giorni, condizioni meteo permettendo. Nel frattempo, si stanno unendo nuovi partecipanti da diversi Paesi europei.
"La Flotilla riparte", aveva assicurato giorni fa Luca, uno degli italiani imbarcati nella missione, 'ancorata' a Creta, collegandosi con un presidio della Global SumudItalia davanti alla Farnesina. "Abbiamo compagni da tutta Europa che si sono mobilitati per venire qui - ha raccontato - Ripartiremo e saremo ancora di più rispetto a quando siamo partiti dalla Sicilia". Le barche dovrebbero salpare - meteo permettendo - tra due o tre giorni almeno. Ad unirsi alla flotta alcune imbarcazioni dalla Grecia e una ventina dalla Turchia.
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Parallelamente, cresce la mobilitazione per chiedere la liberazione dei due attivisti detenuti in Israele, Thiago Avila e Saif Abukeshek, che hanno avviato uno sciopero della fame, che hanno denunciano di aver subito violenze durante l’arresto e il trasferimento via mare.
Le testimonianze parlano di percosse, isolamento e detenzione in condizioni difficili. Racconti che trovano riscontro anche nelle dichiarazioni di altri membri della missione, che descrivono ore trascorse in spazi chiusi, senza coperte e con accesso limitato ai servizi essenziali. Alcuni attivisti sarebbero rimasti feriti, in alcuni casi in modo grave.
"Io e altri cinque compagni siamo stati messi in isolamento - racconta Tony La Piccirella - sono stato in un container completamente chiuso, come una cella. Lì sono rimasto una trentina di ore. Gli altri 175 erano nell'atrio dove entrava acqua e non c'erano coperte. Ventuno di loro, tra cui anche donne, sono stati picchiati. Tre sono rimasti feriti in modo grave e uno è ancora ricoverato in ospedale".
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Per Israele, Saif è un "membro di spicco del Pcpa" (organizzazione con sede a Istanbul che Israele ha accusato di essere un braccio operativo e finanziario diHamas) e Thiago Ávila sarebbe appartenente alla stessa organizzazione e "sospettato di attività illegali".
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La portavoce italiana della Flotilla, Maria Elena Delia, evidenzia che "le barche erano a 20 miglia da Creta, in acque internazionali ma di competenza greca: è grave non per gli attivisti ma per l'Europa" attacca.
Sul piano giudiziario, gli avvocati hanno avviato iniziative anche in Italia e in Europa. Dopo un primo esposto alla Procura di Roma, è stato presentato un ricorso urgente alla Corte europea contro l’Italia. Secondo i legali, non sarebbero state adottate misure adeguate per proteggere gli attivisti, nonostante il rischio fosse noto.
Intanto, dal movimento si invita a mantenere alta la pressione con presidi e iniziative pubbliche, mentre nuove polemiche emergono anche in Italia. Alcuni gruppi denunciano infatti il possibile coinvolgimento del porto di Gioia Tauro in rotte di rifornimento militare dirette verso Israele.
A Barcellona centinaia in piazza
Centinaia di persone sono scese in piazza a Barcellona per chiedere a Israele la liberazione dello spagnolo Saif Abukeshek e del brasiliano Thiago Ávila. I manifestanti si sono concentrati davanti alla sede della Commissione europea a Barcellona, esponendo bandiere palestinesi e striscioni contro Israele, e accusando anche l'Unione europea di complicità con le autorità israeliane.
I partecipanti hanno poi bloccato il Passeig de Gràcia dove si sono uniti anche centinaia di ciclisti. Successivamente, i manifestanti hanno marciato lungo via València fino a raggiungere la Delegazione del Governo in Catalogna intorno alle 21.15, quando erano circa 300, meno rispetto all'inizio. Alla manifestazione ha partecipato anche l'ex sindaca di Barcellona, Ada Colau, già membro di una precedente flottiglia.
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"È stato confermato che sono stati torturati", ha aggiunto la giovane, ricordando che il primo è un cittadino brasiliano e il secondo un palestinese "con cittadinanza svedese e spagnola" e sostenendo che siano stati "detenuti sulla base di accuse false". Thunberg ha anche invocato interventi "immediati" in loro supporto da parte dei governi di Spagna e Svezia.
"L'altro giorno Israele ha intercettato illegalmente oltre 20 imbarcazioni civili", ha anche denunciato Thunberg, affermando che alcuni degli attivisti fermati, poi quasi tutti sbarcati a Creta, "sono stati picchiati così tanto da dover poi essere portati in ospedale".
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Fonte: www.rainews.it
