Tonali e Fagioli patteggiano: multa e sospensione dell'arresto per scommesse illegali
Chiuse le posizioni penali dei due centrocampisti, ai quali veniva contestata anche la promozione delle piattaforme illegali
ansa Il caso delle scommesse calcistiche vede una conclusione anche sul fronte penale, dopo le sanzioni sportive. L'indagine di Milano, che ha travolto vari calciatori di Serie A, si risolve con provvedimenti diversificati per i coinvolti. Nicolò Fagioli ha concordato un patteggiamento, beneficiando di una riduzione di un terzo della condanna e accettando un mese di reclusione con sospensione condizionale. Sandro Tonali, invece, ha optato per il pagamento di 78.250 euro, trasformando la pena in multa.
L'inchiesta si concentrava su una rete di siti di scommesse online illegali, gestiti – stando all'accusa – da Tommaso De Giacomo e Patrick Frizzera, che hanno concordato patteggiamenti per 2 anni e 3 mesi, e 2 anni di carcere rispettivamente.
Nel processo figura anche la Elysium Group, gioielleria di Milano usata dai calciatori per estinguere i debiti da gioco. Gli investigatori ritengono che i versamenti avvenissero via bonifico, camuffati come acquisti di Rolex di lusso mai effettivamente prelevati.
Sul fronte sportivo, sia Fagioli che Tonali avevano già pagato con squalifiche per le puntate su siti non autorizzati tra il 2021 e il 2023. I procuratori di Milano, però, hanno imputato ai due anche la promozione o la condivisione dei portali illegali con altri calciatori.
Questo ha appesantito la loro situazione rispetto agli altri indagati. L'accusa si basa sul secondo comma dell'articolo 4 della normativa sulle scommesse clandestine, che prevede fino a tre mesi di arresto o ammenda.
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La posizione degli altri calciatori coinvolti è diversa: Mattia Perin, Weston McKennie, Leandro Paredes, Ángel Di María, Raoul Bellanova e Samuele Ricci hanno definito la loro posizione con il pagamento di 258 euro di oblazione.
La differenza rispetto al caso di Fagioli e Tonali risiede nel fatto che, per questi altri sei nomi, l’accusa contestava soltanto l’utilizzo di piattaforme illegali e non l’eventuale promozione nei confronti di terzi.
Nell'inchiesta di Milano figuravano anche due altri noti calciatori: Nicolò Zaniolo e Alessandro Florenzi. Entrambi sono stati assolti, avendo già chiuso i conti in un procedimento anteriore a Torino. È stato invocato il principio del "ne bis in idem" (cioè "non due volte per lo stesso fatto"), che vieta un doppio giudizio sugli stessi episodi. Di conseguenza, non si applicano sanzioni duplicate per la stessa azione.
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Fonte: www.rainews.it
