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A Teheran si lavora per uscire dallo stallo con gli USA
L'ultima proposta USA contiene clausole inaccettabili per l'Iran che non ha ancora risposto mentre la diplomazia sta lavorando su più livelli
Il lavorio da entrambe le parti continua, ma quanto sia vicino a un accordo tra Iran e USA non è ancora chiaro, visto il rimpallo di dichiarazioni smentite. L'Iran non ha ancora risposto all'ultima proposta degli Stati Uniti, che contiene alcune clausole inaccettabili. “È una lista dei desideri”, affermano fonti vicine ai Pasdaran, ma poi gli stessi iraniani assicurano: “La stiamo valutando, faremo sapere tramite il Pakistan. Il popolo iraniano preferisce morire che arrendersi”.
“Alla fine vinceremo”, afferma il presidente del Parlamento, Ghalibaf. Certo, fa pensare questo cartellone gigante a Teheran, una mano stringe lo stretto e in lingua Farsi è scritto per sempre nelle mani dell'Iran. Forse è solo un gioco delle parti. Secondo il sito Axios si sarebbe vicino ad un memorandum in 14 punti, tra i quali la riapertura di Hormuz e la revoca delle sanzioni statunitensi. Al momento Teheran però non conferma che si stia negoziando pure sul nucleare.
Risolvere lo stallo è anche l'obiettivo di Pechino. Ad una settimana dalla visita di Trump, oggi il ministro degli esteri iraniano Araghchi è in Cina. Tra i principali importatori di petrolio iraniano al mondo, la Repubblica Popolare sollecita un cessato il fuoco e chiede di riaprire Hormuz, dove si cerca di evitare nuovi incidenti. Macron quasi minimizza l'episodio di ieri. Un cargo francese colpito, feriti tra l'equipaggio, non è, dice, un attacco alla Francia.
L'Eliseo si fa avanti con una proposta agli Stati Uniti e all'Iran, stralciare la questione di Hormuz d'arresto dei negoziati e invia la Charles de Gaulle nel golfo. È il segnale che Parigi e Londra sono pronte a garantire la sicurezza nello stretto.
Fonte: www.rainews.it
