Oltre la F1 e le Paralimpiadi: i giornali esteri ricordano Zanardi come icona di resilienza
Tanto spazio sulle testate internazionali, i media di tutto il mondo hanno concentrato i loro articoli sulla sua straordinaria capacità di superare le avversità
Ansa Lo sport italiano perde un simbolo, una delle sue icone più grandi. È morto all’età di 59 anni Alex Zanardi, dalla Formula 1 al terribile incidente che gli costò l'amputazione delle gambe: poi una nuova carriera fatta di trionfi con la handbike, che ha ispirato un'intera generazione.
La notizia è stata ripresa dalle maggiori testate internazionali: Le Monde tratta la morte di Zanardi come la fine di un mito contemporaneo, che incarna la vittoria dello spirito umano sulla tragedia.
Il quotidiano francese sottolinea innanzitutto la potenza simbolica della sua storia: il pilota di F1 divenuto “fenomeno” paralimpico, capace di trasformare il disabile in lezione di vita.
La cronaca torna sulla sua rinascita dopo l’incidente del 2001, quando le amputazioni avrebbero potuto chiudere la carriera, ma Zanardi riuscì a tornare in pista e poi a dominare il paraciclismo.
Le Monde ricorda anche il secondo grave incidente in handbike, che lo ha tenuto in coma per anni, rendendo il suo trapasso quasi l’epilogo di una lunga lotta contro la morte. Il giornale mette in luce come in Italia la sua figura superi l’ambito sportivo, diventando un riferimento etico e culturale per l’intera società. Il quotidiano francese presenta la morte del pilota italiano non solo come una notizia sportiva, ma come la chiusura di un racconto universale sulla capacità dell’uomo di riscattare la sconfitta.
Alex Zanardi se ne è andato nello stesso giorno di Ayrton Senna
Anche El Mundo dedica un ricordo al campione: "Zanardi, uno degli atleti più amati e rispettati del suo paese, a cui viene riconosciuto il merito di aver contribuito a trasformare la percezione della disabilità in Italia , è scomparso venerdì sera.
Ancora la testata spagnola: Nonostante il dramma, l’atleta nato a Bologna il 23 ottobre 1966 è diventato uno dei volti più celebri dello sport paralimpico, conquistando due ori a Londra 2012 e due ori a Rio 2016.
La premier italiana Giorgia Meloni ha voluto ricordarlo come “un grande campione e un uomo straordinario, capace di trasformare ogni prova della vita in una lezione di coraggio, forza e dignità”.
Anche la BBC, riporta le dichiarazioni della premier Meloni sottolineando anche la straordinaria carriera del pilota: il Paese ha perso “un grande campione e un uomo straordinario, capace di trasformare ogni prova della vita in una lezione di coraggio, forza e dignità”. Ha aggiunto: “Alex Zanardi sapeva sempre rimettersi in gioco, affrontando anche le sfide più difficili con determinazione, lucidità e una forza d’animo davvero eccezionale. Grazie alle sue imprese sportive, al suo esempio e alla sua umanità, ha dato a tutti noi molto più di una vittoria: ha donato speranza, orgoglio e la forza di non arrendersi mai. A nome mio e del governo, invio il mio più sentito pensiero e la più sincera vicinanza alla sua famiglia e a tutte le persone che lo hanno amato. Grazie per tutto, Alex”.
E poi The Guardian che sottolinea la forza e la resilienza del campione dopo l'incidente: “Zanardi rifiutò di chiudere la sua carriera sportiva e, invece, si dedicò al para‑ciclismo, diventando uno dei più grandi atleti paralimpici italiani. Vinse quattro medaglie d’oro e due d’argento complessivamente alle Paralimpiadi di Londra 2012 e Rio 2016”.
L'Equipe: dopo l'incidente, “tuttavia l’italiano aveva rifiutato di chiudere la sua carriera e si era rivolto al paraciclismo, diventando uno degli atleti paralimpici italiani più titolati (quattro medaglie d’oro e due d’argento alle Paralimpiadi di Londra 2012 e Rio 2016, nelle gare su strada, nel cronometro e nell’evento a squadre)”
La morte di Alex Zanardi ha lasciato un segno profondo nel mondo dello sport, ma anche nella cronaca e nella cultura popolare, richiamando una risonanza che pochi atleti possono eguagliare. La notizia della sua morte è stata ripresa dalle principali testate italiane e da molte delle più importanti testate sportive internazionali, che hanno voluto ricordarlo non solo come campione di Formula 1 e paralimpico, ma come simbolo di coraggio e resilienza.
In questo omaggio collettivo, Zanardi si trasforma da uomo in mito: un’eredità che va ben oltre i risultati agonistici e resta scritta nelle pagine dei giornali e nei ricordi di chi ha visto nella sua storia una lezione di vita
Fonte: www.rainews.it
