"Streets of Minneapolis", Springsteen suona la colonna sonora delle proteste
Il "Boss" accompagna da par suo i cortei contro l'ICE, suonando la nuova canzone dedicata a Renee Good e Alex Pretti uccisi dalle squadre di Trump
La mobilitazione contro l'amministrazione Trump e l'Agenzia per l'immigrazione (ICE) ha raggiunto un nuovo picco a Minneapolis, coinvolgendo migliaia di persone e riverberandosi in tutti gli Stati Uniti. Il cuore della protesta è stato lo storico locale First Avenue, dove Bruce Springsteen è apparso a sorpresa durante un concerto di raccolta fondi organizzato dal cantautore americano Tom Morello, ex chitarrista di Rage Against the Machine.
Springsteen, una leggenda del rock, ha suonato il brano "Streets of Minneapolis" (Le strade di Minneapolis), scritto proprio in memoria di Renee Good e Alex Pretti, i due cittadini americani uccisi da agenti federali durante le contestazioni contro le politiche migratorie.
Springsteen ha definito l'operato delle forze federali una forma di "terrore di Stato", ha paragonato l'ICE a un'armata privata sotto il comando di Trump, ricordando la gravità della violenza perpetrata nelle strade della città. Durante lo spettacolo, Tom Morello ha rivolto parole dure al governo, evocando esplicitamente il pericolo del fascismo nella gestione dell'ordine pubblico. La tensione in città è evidenziata anche dall'arresto del giornalista Don Lemon, ex volto della CNN, fermato mentre seguiva una protesta all'interno di una chiesa.
L'invio di tremila agenti federali nell'area di Minneapolis ha scatenato da settimane una reazione che ha superato i confini del Minnesota. In 46 Stati si sono registrate ieri circa 250 manifestazioni sotto lo slogan "No work. No school. No shopping. Stop funding ICE". Dalla California a New York, migliaia di studenti e insegnanti hanno abbandonato le Università e le scuole per unirsi a un giorno di mobilitazione nazionale, mentre la Casa Bianca si trova a fronteggiare la crescente pressione dell'opinione pubblica che chiede il ritiro immediato degli agenti e la fine dei raid condotti da squadre pesantemente armate che molto spesso eseguono violenti arresti senza mandato.
Fonte: www.rainews.it
