Più di sei milioni alle urne. L'Honduras sceglie il prossimo presidente
Si eleggono anche i 128 membri del Congresso nazionale e 298 sindaci. Sullo sfondo le potenziali ingerenze estere. Il voto si preannuncia complicato e con un elevato rischio di brogli.
Elezioni a turno unico, senza ballottaggio. In Honduras, vince chi ottiene più voti, anche senza una maggioranza assoluta. Un sistema che incoraggia le alleanze e polarizza lo scontro. L'astensionismo, previsto al 40 percento, potrebbe fare la differenza. Tre i candidati in corsa, finora nessuno in netto vantaggio.
Rixi Moncada, del partito di sinistra Libre, ex ministra di difesa e finanze, sostenuta da Xiomara Castro la presidente uscente, promette continuità con il programma progressista. Oltre a mantenere buoni rapporti con la Cina. Ma sul suo social Truth, Trump accusa Castro e la stessa Moncada di voler trasformare l'Honduras in un altro disastro socialista come il Venezuela.
Mentre Nasry Asfura candidato conservatore del Partito Nazionale, ha l'endorsement di Trump, e punta a tagliare i ponti con la Cina per riavvicinarsi sia a Taipei sia a Washington.
E poi Salvador Nasralla, del Partito Liberale, che si presenta come l'unico non corrotto, promette alleanze con Usa e Israele. Anche lui mira a riallacciare i rapporti con Taiwan a scapito della Cina.
E sul Venezuela, Nasralla e Asfura hanno posizioni simili: non riconoscono Maduro come presidente, mentre Castro, la presidente uscente, ha criticato le operazioni militari statunitensi nei Caraibi.
Oltre alla politica estera, soprattutto verso Cina e Taiwan, tra i temi al centro della campagna elettorale c'è sicurezza e corruzione indicati come priorità dal 60 percento degli elettori. Con 35 omicidi ogni 100mila abitanti e cartelli del narcotraffico, l'Honduras è tra i paesi più violenti al mondo.
Ma a dominare il dibattito politico è anche economia e occupazione: tra le principali cause della povertà e della massiccia emigrazione dal paese.
Fonte: www.rainews.it
