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Usa-Iran: Islamabad attende invano i negoziatori che non arrivano
Nella capitale pakistana non sono giunti i negoziatori né da Teheran né da Washington. Nuove condizioni lo hanno impedito. Lo stallo lascia respirare la città ma il cessate il fuoco scade stanotte e tutto può accadere
Sebbene con controlli straordinari i bus di Islamabad riprendono a circolare. L’attesa per i colloqui USA- Iran si protrae oltre il previsto. E così il Pakistan allenta il lockdown imposto alla capitale. Le delegazioni non sono arrivate, il governo pachistano prima ostenta ottimismo e assicura che arriveranno domani, poi ammette che gli iraniani non danno alcuna conferma e, per dare tempo alla diplomazia, chiede di prolungare il cessate il fuoco. Dato in partenza stamattina, il vicepresidente americano Vance conferma invece gli impegni alla Casa Bianca. Dall'altro lato la frenata di Teheran : il capo delegazione Ghalibaf non ancora deciso. Il nodo più intricato sarebbe ancora Hormuz. A Teheran soprattutto i Pasdaran chiedono fermezza e colloqui solo dopo la riapertura dello stretto. Ghalibaf avverte Trump: “Negoziati non vogliono dire resa. No a colloqui sotto minaccia, pronti al campo di battaglia”. Ma gli USA non intendono rimuovere il blocco: dopo il mercantile sequestrato ieri oggi ne hanno fermato un altro: in 15 giorni di tregua appena una dozzina di navi avrebbe attraversato lo Stretto. E così il ritorno alle armi non è affatto scongiurato. “Il cessate il fuoco”, ricorda minacciosa Teheran, “per noi scade stanotte”.
Fonte: www.rainews.it
