E' morto Evaristo Beccalossi, bandiera dell'Inter e dirigente sportivo
Aveva quasi 70 anni: da un anno le sue condizioni di salute erano critiche dopo un malore accusato a gennaio 2025 e un lungo periodo di coma. Il ricordo commosso del club nerazzurro: "Ci hai insegnato che il calcio può essere arte"
Ansa È morto a Brescia Evaristo Beccalossi, una delle bandiere dell'Inter, storico centrocampista della squadra milanese. L'ex calciatore e dirigente sportivo, che prima di militare in nerazzurro giocò anche nella sua città, Brescia, avrebbe compiuto 70 anni tra pochi giorni, il 12 maggio.
Da un anno le sue condizioni di salute erano critiche dopo un malore accusato a gennaio 2025 e un lungo periodo di coma. Il decesso è avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì in clinica Poliambulanza a Brescia, dove Beccalossi era ricoverato.
"Ci sembra impossibile. Nelle pieghe dei ricordi e nella vita di tutti i giorni, Evaristo era sempre unodi noi. Ineffabile, come i suoi dribbling, unico, come il suomodo di trattare il pallone", queste le parole del lungo messaggio di cordoglio dell'Inter per la scomparsa di Evaristo Beccalossi, talentuoso numero del club.
Emerge l’immagine di un calciatore geniale e imprevedibile, famoso per i dribbling spettacolari e per il suo stile elegante. L’Inter lo descrive come un talento naturale, capace di trasformare il calcio in arte, tanto da essere soprannominato da Gianni Brera “Driblossi”, descrive il suo carattere fantasioso e discontinuo, ma amatissimo dai tifosi, citando una frase dello storico dirigente Peppino Prisco: “Non era lui a giocare con il pallone, era il pallone a giocare con lui”.
Evaristo Beccalossi, Paolo Rossi gli dedicò una piéce teatrale
Arrivato all'Inter nel 1978, vive le stagioni più importanti della sua carriera sotto la guida di Eugenio Bersellini, contribuendo alla conquista dello scudetto 1979-80 e della Coppa Italia 1981-82. Con la maglia nerazzurra colleziona 216 presenze tra campionato e coppe, segnando 37 gol, tra cui una memorabile doppietta nel derby del 28 ottobre 1979.Giocatore di grande classe, dotato di dribbling e colpi di tacco, "il Becca" entra nell'immaginario collettivo anche per episodi iconici, come i due rigori sbagliati in sette minuti contro lo Slovan Bratislava in Coppa delle Coppe nel 1982. Un momento diventato leggendario anche grazie al celebre monologo del comico Paolo Rossi.
Dopo l'esperienza all'Inter, lascia Milano nel 1984 per approdare alla Sampdoria, prima di chiudere la carriera nel 1991 dopo aver vestito anche le maglie di Monza, Barletta e Pordenone. Negli anni successivi resta legato al calcio come opinionista televisivo e dirigente, ricoprendo anche il ruolo di capo delegazione delle giovanili della Federcalcio. Beccalossi è morto nella notte nella clinica Poliambulanza di Brescia, dove era ricoverato da tempo dopo un malore accusato nel gennaio 2025. Avrebbe compiuto 70 anni tra pochi giorni. Figura amata e autentica, lascia un ricordo indelebile tra i tifosi e nella storia del calcio italiano.
Fonte: www.rainews.it
