Putin a reti unificate: quattro ore di pace e guerra, amore e vendetta
Uno show personale, che ha tenuto inchiodati i russi per il tradizionale appuntamento durante il quale lo zar risponde alle domande di media e cittadini
Guerra e pace, amore e vendetta: ingredienti di uno show trasmesso a reti unificate quello di Vladimir Putin nella sua tradizionale conferenza stampa di fine anno che ha inchiodato il pubblico per ben 4 ore e mezzo e in cui ha risposto a circa 80 domande provenienti da giornalisti e cittadini russi. Il presidente russo ha continuato a scaricare la responsabilità del conflitto su Kiev, accusandola di aver dato inizio alla guerra con il "colpo di Stato del 2014 e con l'inganno riguardo alla possibilità di risolvere pacificamente la situazione attraverso gli accordi di Minsk", riferimento alla destituzione del presidente filorusso Viktor Yanukovich.
Putin non ha chiuso la porta a ogni sorta di compromesso e ha ribadito la necessità che Kiev organizzi nuove elezioni, con la Russia, ha assicurato, pronta a prendere in considerazione la sospensione dagli attacchi il giorno delle presidenziali in Ucraina. Inoltre, ha garantito che Mosca "desidera ardentemente vivere in pace e senza conflitti militari nel 2026", e che sono "attualmente in corso sforzi per risolvere tutte le controversie attraverso i negoziati". Tuttavia, la tregua è possibile solo "sulla base dei principi" stabiliti l'anno scorso, che prevedono di "affrontare le cause profonde" del conflitto. E anche se ci sono "alcuni segnali che indicano che" l'Ucraina "sia disponibile a impegnarsi in qualche forma di dialogo", Mosca non vede ancora alcuna volontà da parte di Kiev di discutere sulla questione territoriale. "Non vediamo ancora tale disponibilità", ha dichiarato Putin, che ha parlato davanti a un'enorme mappa della Russia che include parti del sud-est dell'Ucraina come la Crimea, annessa illegalmente da Mosca nel 2014. Un messaggio chiaro e inequivocabile ai "nemici". Riguardo la situazione al fronte, il presidente russo ha assicurato che le forze di Mosca "stanno avanzando lungo tutta la linea di conflitto" e hanno "preso pienamente l'iniziativa strategica". Non solo: le forze ucraine si starebbero "ritirando in tutti i settori".
Putin ha espresso rinnovata fiducia nel fatto che la Russia raggiungerà gli obiettivi militari prefissati, soprattutto considerando che, ha spiegato, nel 2025 l'esercito russo ha visto l'arruolamento di 400.000 soldati volontari. Putin ha poi ribadito la sua fiducia negli Stati Uniti, elogiando il presidente Donald Trump, che "sta facendo seri sforzi per porre fine al conflitto". La Russia, ha detto, ha "sostanzialmente accettato" le proposte avanzate dal leader Usa durante il vertice in Alaska, quindi "non si può dire che Mosca stia rifiutando qualcosa", ed è "disposta a negoziare". Secondo Putin, la palla ora è "interamente nel campo di Kiev e dei suoi sponsor europei". Mosca dunque chiede di essere trattata alla pari. E alla domanda finale, posta per svelare il lato umano del leader, ovvero se fosse innamorato, il presidente russo ha risposto di sì.
Fonte: www.rainews.it
