Consiglio di Sicurezza vota sì a piano del Marocco su Sahara Occidentale
Undici i voti a favore e tre astensioni. L'Algeria, che sostiene il Fronte Polisario, ha rifiutato di votare
Ebu Su iniziativa degli Stati Uniti, il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha votato a favore del piano marocchino di autonomia del Sahara occidentale, sostenendo che si tratti della soluzione "più realizzabile" per il territorio conteso, nonostante l'opposizione dell'Algeria. La risoluzione è stata adottata con 11 voti a favore, nessuno contrario e 3 astensioni mentre l'Algeria ha rifiutato di partecipare al voto.
Nel testo si ritiene che il piano di Rabat del 2007, che prevede l'autonomia sotto la sovranità marocchina, "potrebbe rappresentare la soluzione più realizzabile" e quindi costituire "la base" per futuri negoziati volti a risolvere questo conflitto che dura da 50 anni.
Il Re del Marocco ha definito un "cambiamento storico" la decisione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di sostenere il piano di Rabat. "Stiamo aprendo un nuovo e vittorioso capitolo nel processo di consacrazione della sovranita' del Marocco sul Sahara, destinato a chiudere definitivamente questa questione", ha dichiarato Mohammed VI.
Cosa prevede il piano del Marocco
L'"Iniziativa Marocchina per la Negoziazione di uno Status di Autonomia per la Regione del Sahara" è stata presentata da Rabat l'11 aprile 2007, in risposta alle richieste del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per una "soluzione politica definitiva". Il Fronte Polisario, sostenuto dall'Algeria, ha respinto il piano. Il Marocco considera il Sahara Occidentale - che definisce le sue "province meridionali" - parte integrante del suo territorio prima della colonizzazione spagnola e sostiene che la sua "identità marocchina" non è soggetta ad alcun "negoziato".
Secondo i termini del piano di autonomia, lo Stato marocchino affermerebbe la propria sovranitaà su questo vasto territorio desertico lungo la costa atlantica - che controlla in gran parte - ma trasferirebbe alcuni dei suoi poteri amministrativi, legislativi e giudiziari alle popolazioni locali, che gestirebbero i propri affari in modo democratico. La "regione autonoma del Sahara" avrebbe un governo e un capo, un parlamento (composto da rappresentanti delle varie tribù Saharawi e da membri eletti a suffragio universale diretto) e propri tribunali, supervisionati da una Corte Suprema." Il governo, il parlamento e i tribunali Saharawi devono regolamentare, legiferare e giudicare in conformità con lo statuto di autonomia della regione e la costituzione del Regno", specifica il testo. La regione autonoma manterrebbe il controllo sul bilancio e sulla tassazione locale (tasse, dazi e contributi territoriali) per finanziare lo sviluppo del territorio, ricco di fosfati e con abbondanti zone di pesca. Lo Stato manterrebbe i suoi poteri sovrani, come la bandiera e la moneta, le relazioni estere, la sicurezza e la difesa.
Questo piano non è definitivo ma mira a "creare le condizioni per un processo di dialogo e negoziazione che porti a una soluzione politica reciprocamente accettabile". In caso di accordo, il Marocco non esclude un "referendum libero per le popolazioni interessate" e promette un'amnistia generale dopo il disarmo e la smobilitazione dei combattenti del Polisario. Per decenni, il Fronte Polisario ha chiesto un referendum sotto l'egida delle Nazioni Unite, come previsto dall'accordo di cessate il fuoco del 1991, che non si è mai concretizzato a causa della mancanza di un accordo sulle liste elettorali. La scorsa settimana, il Fronte Polisario ha dichiarato la sua disponibilità ad accettare il piano di autonomia, ma solo se la popolazione Saharawi lo approvasse tramite referendum.
Fonte: www.rainews.it
