Elezioni regionali in Spagna: in Castiglia y Leon vincono i Popolari, il Psoe tiene, delude Vox
Confermato il presidente uscente, i Socialisti salgono di due seggi con quasi il 31%. Il partito di Abascal lontano dal 25% che gli assegnavano i sondaggi
Facebook Nelle elezioni regionali di ieri in Castiglia e Leon, Regione di tradizione rurale e conservatrice nel Centro-nord della Spagna, è stato confermato il presidente uscente, Alfonso Fernandez Manueco, del Partito Popolare, che lì governa ininterrottamente da quasi 40 anni. I sondaggi, che prevedevano un calo dei socialisti del primo ministro Pedro Sanchez, sono stati smentiti: il Psoe non solo non è arretrato ma ha guadagnato addirittura due seggi, come il Pp, portandosi a quasi il 31%, a meno di cinque punti dagli avversari di centrodestra.
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Sembra quindi che la linea del premier socialista, di netta opposizione all'intervento Usa in Iran, abbia pagato a livello elettorale, in un test di rilevanza comunque locale ma che, inevitabilmente, avrebbe avuto ripercussioni nazionali. I socialisti sono infatti riusciti a cannibalizzare tutta l'area della sinistra radicale, che non è riuscita a eleggere alcun deputato. Izquierda Unida e Sumar hanno raggranellato un misero 2,2%. Podemos ha scelto di correre da solo e ha raccolto un umiliante 0,7%. Con questi numeri, i due partiti non avrebbero raggiunto la soglia di sbarramento del 3% nemmeno presentandosi insieme.
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Salvo qualche seggio assegnato a sigle autonomiste locali, nel parlamentino di Valladolid, capoluogo della Castiglia y Leon, la partita è quindi a tre. Su 82 seggi, trentatré scranni sono andati ai Popolari, trenta ai Socialisti e quattordici a Vox, che ha guadagnato appena un seggio, fermandosi al 19%, laddove alcuni pronostici le avevano assegnato addirittura il 25%. Comincia ora un’interlocuzione col Pp per raggiungere un accordo e siglare un governo regionale. Vox potrebbe aver raggiunto il picco, è il ritornello che corre tra gli addetti ai lavori. Secondo molti autorevoli esponenti del Pp, gli elettori starebbero iniziando a stufarsi della tattica di opposizione perenne abbracciata dai nazionalisti, che finora hanno rifiutato o fatto saltare qualsiasi collaborazione a livello locale con i conservatori.
“Bloccare i governi non fa guadagnare voti”, è la sintesi di Jorge Azcòn, presidente ad interim dell'Aragona. In questa Regione il mese scorso, come in Castiglia ieri e in Estremadura lo scorso dicembre, i Popolari non hanno raggiunto la maggioranza assoluta, necessaria a governare da soli, e hanno teso la mano alla sigla di Santiago Abascal, al quale chiedono di decidere di schierarsi più nettamente in un’alleanza organica e consolidata. Nelle due Regioni in cui si è votato negli ultimi mesi i socialisti, colpiti da vari scandali, hanno invece subito pesanti sconfitte. Per questo, il risultato di ieri può essere letto anche come una prima, timida inversione di tendenza.
Fonte: www.rainews.it
