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Hormuz, l'ammiraglio Berutti Bergotto spiega la situazione e parla dell'invio di cacciamine italiane
Il punto sullo Stretto, con un'analisi delle aree interessate dal dispiegamento di mine, e la pianificazione della missione italiana. con 4 navi. "Andiamo all'interno di una coalizione internazionale. Anche le altre nazioni ne manderanno"
La pianificazione prudenziale che ha fatto il Capo di Stato Maggiore della Difesa prevede un gruppo basato su due cacciamine con un'unità di scorta e un'unità logistica. In tutto sarebbero quattro navi, due operative, una logistica e una di scorta". Lo ha detto il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Giuseppe Berutti Bergotto, intervenuto a Cinque Minuti su un'eventuale missione nello Stretto di Hormuz. Alla domanda se basterebbero quattro navi, Berutti Bergotto ha spiegato che "ovviamente non andiamo da soli, andiamo all'interno di una coalizione internazionale e anche le altre nazioni manderanno cacciamine. In Europa le hanno Francia, Inghilterra e un gruppo congiunto tra l'Olanda e il Belgio".Sono 8 le navi cacciamine disponibili nella base di La Spezia, ha spiegato il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare Giuseppe Berutti Bergotto parlando a Cinque Minuti su Raiuno. Per arrivare allo stretto di Hormuz in caso di eventuale missione, le navi ci impiegherebbero "circa quattro settimane dall'ordine, perché hanno una velocità ridotta e hanno necessità di qualche sosta logistica".
Fonte: www.rainews.it
