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Dal cessate il fuoco anche in Libano al controllo di Hormuz: i 10 punti chiesti dall'Iran
Tra le richieste avanzate dal regime per ottenere la tregua di due settimane e arrivare a un accordo di pace, anche i risarcimenti di guerra, il programma di arricchimento dell'uranio e la revoca delle sanzioni primarie e secondarie
AFP Dal cessate il fuoco, anche in Libano, alle sanzioni, “passando” per lo Stretto di Hormuz. Restano accesi i riflettori dei media internazionali sui dieci punti proposti dall'Iran, sui quali si è arrivati alla tregua di due settimane tra Washington e Teheran, in attesa dei negoziati veri e propri, previsti per sabato a Islamabad, in Pakistan. Il Wall Street Journal ha proposto uno schema, analizzato punto per punto. Eccolo.
Garanzia di non aggressione
Potenzialmente negoziabile, scrive il giornale statunitense, “a seconda di come verrà definita e attuata”. Funzionari iraniani hanno detto ai negoziatori di volere come garante una potenza come Cina o Russia. Non è chiaro se altri accetterebbero e come potrebbe funzionare. Un altro punto, aggiunge il Wsj, sarebbe “convincere Israele ad astenersi dall'attaccare l'Iran”.
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Cessate il fuoco, anche in Libano
Si tratta del tema diventato centrale nelle ultime ore, con Israele che continua le operazioni militari nel Paese dei Cedri, bombardando pesantemente la capitale (oltre 200 morti). L’Iran chiede che la guerra finisca per tutto il Medio Oriente, anche nello Stato che ospita l’enclave controllata da Hezbollah, suo proxy e fedelissimo alleato, a sua volta sostenuto finanziariamente e militarmente da Teheran.
Controllo dello Stretto di Hormuz all’Iran
Donald Trump ha chiesto la riapertura completa dello strategico passaggio di mare, nel quadro di qualsiasi accordo di cessate il fuoco. Lasciare l'area sotto controllo iraniano sarebbe una grande concessione da parte degli Usa. Per gli alleati degli Stati Uniti nel Golfo, sarebbe invece uno “scenario da incubo” - scrive il giornale americano - con una via strategica per le esportazioni di petrolio e gas in mano a un rivale nella regione.
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Ritiro delle forze da combattimento Usa
Difficilmente Washington accetterà il ritiro di tutte le forze Usa dalla regione (erano 30-40.000 in Medio Oriente prima del conflitto), soprattutto nei giorni immediatamente successivi a un eventuale accordo. Stando ai mediatori, scrive il giornale americano, l'Iran ha fatto marcia indietro su questo punto.
Risarcimenti
Su questo aspetto, non secondario tra le richieste del regime iraniano, i mediatori sostengono che l'Iran abbia iniziato a contenere le richieste. Se è difficile che gli Usa accettino, Teheran e negoziatori hanno ipotizzato l'uso dei ricavi di un eventuale pagamento per il transito nello Stretto di Hormuz. Alcuni Paesi arabi hanno proposto l'utilizzo di beni iraniani congelati in Qatar e altrove per finanziare la ricostruzione e la Repubblica islamica sarebbe “aperta” a questa possibilità.
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Arricchimento dell'uranio
Gli Stati Uniti non accetteranno che la Repubblica islamica porti avanti attività di arricchimento, ha detto il presidente americano. Secondo i mediatori, rispetto ai negoziati precedenti le ultime settimane di guerra, l'Iran ha ammorbidito la sua posizione.
Ma è di poco fa la dichiarazione del capo dell'Organizzazione per l'energia atomica dell'Iran, Mohammad Eslami, secondo cui gli appelli a limitare il programma di arricchimento dell’uranio sono “illusioni” e che gli avversari non possono fermare le attività nucleari dell'Iran. “Nessuna legge o individuo può fermarci” ha precisato Eslami.
E il Wall Street Journal indica come potenziale margine di manovra il fatto che, in passato, i negoziatori abbiano parlato del modo in cui l'Iran potrebbe continuare ad arricchire quantità simboliche di uranio o ridurre le scorte di quello arricchito.
Controlli dell’Aiea
L'Iran voleva lo stop alle indagini dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica sulle sue attività del passato in campo nucleare. I mediatori, scrive il Wsj, affermano che Teheran ha ammorbidito la sua posizione.
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Revoca delle sanzioni primarie
Sono quelle che per lo più impediscono alle aziende americane e agli americani di fare affari con Teheran. Gli Usa si sono detti disposti ad allentare alcune sanzioni, nel quadro di un accordo, ma non hanno chiarito quali. Teheran chiede la revoca di tutte le sanzioni primarie imposte da Washington. Ma, evidenzia il quotidiano Usa, ci sono due “grandi problemi”: il Congresso dovrebbe approvare la revoca delle misure e Washington difficilmente farà marcia indietro su molte delle sanzioni primarie collegate alle accuse di “attività terroristiche” e “abusi dei diritti umani”.
Revoca delle sanzioni secondarie
Sono quelle che impediscono alle aziende straniere rapporti con l'Iran per quanto riguarda una serie di attività. La maggior parte erano state sospese ai tempi dell'accordo internazionale sul nucleare iraniano del 2015, all'epoca dell'Amministrazione Obama. Probabilmente, è l'analisi, un'intesa con Teheran includerà la revoca di alcune di queste misure.
Revoca delle sanzioni dell’Onu
L'Iran vuole la revoca anche di queste sanzioni. Il focus è concentrato nel campo delle armi convenzionali, dei missili balistici e dei componenti.
Fonte: www.rainews.it
