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Sri Lanka, lunghe code ai distributori: via al razionamento del carburante dopo la crisi di Hormuz
A Colombo lunghe file alle pompe dopo il via al razionamento deciso dal governo. La chiusura dello Stretto di Hormuz pesa su tutta l’Asia meridionale
Lunghe code di automobilisti si sono formate prima dell’alba davanti alle stazioni di servizio di Colombo, dopo che il governo dello Sri Lanka ha introdotto il razionamento del carburante per preservare le scorte nazionali e affrontare le conseguenze della crisi energetica legata alla guerra nel Golfo.
«Sono qui dalle 4.30», ha detto a Reuters Hussain Farouk, autista di tuk tuk, descrivendo la lunga attesa.
Il presidente Anura Kumara Dissanayake ha riunito domenica i funzionari governativi per valutare l’impatto del conflitto con l’Iran sulle forniture di combustibile. Il governo punta a ridurre l’impatto economico introducendo strumenti come quote digitali per il carburante e un maggiore ricorso al lavoro da remoto.
La crisi energetica non riguarda solo lo Sri Lanka. Secondo analisi citate dal Financial Times e riprese dall’agenzia AGI, la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz, una delle principali rotte energetiche del mondo, sta colpendo l’intera Asia meridionale, fortemente dipendente dalle forniture del Golfo.
In India, secondo le autorità locali, la carenza di gas ha costretto alcuni servizi pubblici e attività economiche a cambiare combustibile o ridurre i consumi. In Pakistan il governo ha introdotto misure di risparmio energetico, tra cui una settimana lavorativa ridotta per gli uffici pubblici, mentre in Bangladesh sono stati adottati provvedimenti di austerità per contenere la domanda.
Lo Sri Lanka, che dispone di capacità limitate di stoccaggio energetico, è tra i Paesi più esposti alle turbolenze del mercato energetico regionale, con effetti immediati sui trasporti e sulla vita quotidiana della popolazione.
Fonte: www.rainews.it
