Guerra in Iran: petrolio alle stelle e Kiev nel dimenticatoio, la Russia potrebbe vincere due volte
Il conflitto in Iran può gonfiare le casse di Mosca con il prezzo del petrolio russo già salito da 40 a 62 dollari al barile. E mentre l'attenzione globale si sposta dal Donbass al Golfo Persico, Kiev rischia di restare senza difese aeree
Marinetraffic / AFP La guerra in Iran sta producendo un effetto paradossale: mentre il mondo osserva con apprensione il conflitto nel Golfo Persico, un altro protagonista sulla scena globale, la Russia, potrebbe incassarne i dividendi maggiori, sia sul fronte energetico che su quello militare.
Dall'inizio del conflitto Mosca si trova a giocare una partita a più livelli. Da un lato, condanna pubblicamente gli attacchi americani e israeliani a Teheran, con Putin che ha definito l'uccisione dell'Ayatollah Khamenei "un omicidio cinico". Dall'altro, secondo fonti citate da CNN e Associated Press, la Russia starebbe fornendo all'Iran informazioni di intelligence sulla posizione e sui movimenti di truppe, navi e aerei americani, prevalentemente attraverso immagini satellitari.
Il boom del petrolio riempie le casse del Cremlino
Il conflitto ha fatto impennare i prezzi dell'energia a livello globale. Secondo Associated Press, le quotazioni del petrolio russo sono salite da meno di 40 dollari al barile dello scorso dicembre a circa 62 dollari, superando la soglia di 59 dollari prevista dal Ministero delle Finanze russo nel bilancio 2026. Un dato tutt'altro che marginale, considerando che le entrate fiscali da petrolio e gas costituiscono fino al 30% del bilancio federale russo.
Effetti della guerra sul costo dell'energia, conseguenza delle restrizioni allo Stretto di Hormuz
Prima del conflitto, il quadro era ben diverso: Mosca era costretta a svendere il proprio greggio con uno sconto di 10-13 dollari al barile, mentre ora lo vende addirittura con un premio di 4-5 dollari, stando a fonti citate da Reuters. Un'inversione di tendenza netta, arrivata dopo che a gennaio le entrate statali dal settore energetico erano crollate a un minimo quadriennale di 393 miliardi di rubli, con un deficit di bilancio record da 1.700 miliardi di rubli.
A complicare ulteriormente il quadro per i mercati occidentali, la chiusura dello Stretto di Hormuz ha interrotto il traffico delle petroliere che trasportano circa il 20% del consumo mondiale di petrolio, alimentando una corsa globale ai cargo disponibili, inclusi quelli russi. Come ha dichiarato Simone Tagliapietra, esperto di energia del think tank Bruegel di Bruxelles, sentito dal quotidiano britannico The Independent, prezzi del petrolio più alti significano entrate maggiori per il governo russo e, di conseguenza, una maggiore capacità di finanziare la guerra in Ucraina.
Anche il gas naturale gioca a favore di Mosca: la sospensione della produzione di GNL da parte del Qatar sta intensificando la competizione globale. In Europa, il prezzo del gas per le consegne future è schizzato, rimettendo in discussione i piani dell'UE di eliminare le importazioni di GNL russo entro il 2027.
Riaperto lo stretto di Hormuz ma le navi non passano, i danni per l'economia
Il fattore determinante: la durata del blocco di Hormuz
L'impatto reale della crisi dipenderà quasi interamente dalla durata dell'interruzione del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, ha detto sempre a The Independent Alexandra Prokopenko, esperta di economia russa presso il Carnegie Russia Eurasia Center di Berlino.
Si possono ipotizzare tre scenari: una rapida fine del conflitto riporterebbe i prezzi del Brent a circa 65 dollari al barile e "un picco di breve durata non cambierebbe fondamentalmente" il quadro di bilancio della Russia, secondo la studiosa. Uno scenario intermedio, in cui alcune scambi riprendono e il petrolio si stabilizza intorno agli 80 dollari al barile, darebbe alla Russia "un certo sollievo fiscale", a seconda di quanto durano i prezzi più alti. E poi c'è lo scenario più favorevole alla Russia: una chiusura a lungo termine dello Stretto ma anche attacchi iraniani diretti a raffinerie e oleodotti, potrebbero portare il petrolio a 108 dollari al barile, accelerare l'inflazione e spingere l'Europa sull'orlo della recessione. Fattori che potrebbero spingere Bruxelles a considerare di allentare il piano per il blocco totale alle importazioni di petrolio e gas russi.
Il vantaggio geopolitico: l'Ucraina perde priorità
Ma i benefici per Mosca non si limitano alle entrate energetiche. La guerra in Iran sta esercitando una pressione crescente sulle forniture di armamenti a Kiev, in particolare sui sistemi di difesa aerea Patriot. Come ha spiegato il Commissario europeo per la Difesa Andrius Kubilius, gli Stati Uniti stanno consumando rapidamente quei missili — da 4 milioni di dollari ciascuno — per difendere le proprie basi e gli alleati nel Golfo. L'esperto di politica russa Mark Galeotti ha sintetizzato così la situazione: più Patriot vengono utilizzati in questo conflitto, meno ne restano disponibili per gli ucraini.
La notte tra venerdì e sabato scorso ha offerto una dimostrazione drammatica di questa vulnerabilità: la Russia ha lanciato una raffica di almeno 450 droni e 19 missili sulla città ucraina di Kharkiv, causando la morte di almeno 10 persone, secondo quanto riferito dalle autorità ucraine.
Secondo Robert Person, Senior Fellow del Foreign Policy Research Institute (FPRI), Putin e i suoi consiglieri hanno probabilmente calcolato che la guerra in Iran serve gli interessi russi nel breve termine: prezzi dell'energia più alti, distrazione globale dall'Ucraina e il rischio per gli Stati Uniti di restare impantanati in un nuovo conflitto mediorientale.
L'Ucraina non è del tutto senza opzioni
Paradossalmente, anche Kiev potrebbe trarre qualche vantaggio dalla crisi nel Golfo. Come segnala l'agenzia Italpress, l'Ucraina — che in quattro anni di guerra ha sviluppato una capacità tecnica straordinaria nella produzione e nell'uso di droni — potrebbe accrescere il proprio soft power offrendo supporto tecnico agli attori regionali. Un'opportunità limitata, ma reale, per non restare completamente ai margini di uno scenario geopolitico che, almeno nel breve periodo, sembra favorire il nemico.
Ucraina: colpita una nave della flotta ombra russa, la prima nel Mediterraneo - Video
Fonte: www.rainews.it
