Paga 20 anni l'affitto, lascia intatta la scena del crimine: scopre killer della moglie grazie a DNA
Il marito di una donna uccisa nel 1999 ha continuato a pagare l’affitto dell’appartamento dove avvenne il delitto per mantenere intatta la scena del crimine, sperando che il progresso tecnologico avrebbe prima o poi portato all’assassino
Satoru Takaba, oggi ha 70 anni ma il tempo per lui è rimasto fermo alla mattina del 13 novembre 1999, quando in casa trovò il cadavere della moglie Namiko, uccisa con una coltellata. Accanto a lei sporco di sangue c’era il figlio della coppia, Kohei, due anni, illeso ma troppo piccolo per identificare l’assassino. Il delitto all’epoca fece un’enorme impressione 100.000 agenti si sguinzagliarono, ma non ci furono riisultati. Così Satoru Takaba prese una decisione. Si trasferì col figlio in un altro appartamento, tenendo in affitto quello del delitto e chiudendolo a chiave per conservare intatta la scena del delitto. Sperava che i progressi della tecnologia avrebbero portato al colpevole. In tutti questi anni ha pagato l’equivalente di 145.000 dollari e intanto ha continuato a distribuire volantini e rilasciare interviste per mantenere viva l’attenzione. Anche il figlio, che ora ha 28 anni, si è associato all’impresa. L’anno scorso la polizia ha riaperto l’indagine, identificando come sospetta una donna, Kumiko Yasufuku, 69 anni. Il DNA estratto dal sangue trovato sulla scena del crimine corrispondeva al suo. Arrestata con l’accusa di omicidio ha confessato: aveva ucciso per gelosia, era innamorata di Satoru fin dall’infanzia, per questo aveva ucciso. Lui, dopo l’arresto, ha detto di non aver mai sospettato di lei e ha commentato: “Allora pagare l’affitto per tutti questi anni valeva la pena”.
Fonte: www.rainews.it
