Famiglia nel bosco. Giudici, ancora diffidenza e carenze dei genitori
Famiglia nel bosco, il tribunale dei minori: i bambini devono restare nella casa famiglia. E ordina un'indagine sullo stato psichico dei genitori. Incarico dato alla psichiatra Simona Ceccoli che ha 120 giorni di tempo per la perizia
Ancora diffidenza e carenze dei genitori della famiglia che viveva nel bosco a Palmoli: il quadro emerge dai contenuti dell'ordinanza del Tribunale per i Minorenni dell'Aquila che ripercorre le varie tappe del caso giudiziario, sottolineando le numerose criticità e la rigidità di Nathan e Catherine nel voler affrontare, di comune accordo con i servizi sociali, un percorso di socializzazione e scolarizzazione per i loro tre figli.
Abitazione
In merito alla problematica della soluzione abitativa - la famiglia viveva in un casolare fatiscente - secondo i magistrati "l'aspetto dell'idoneità dell'abitazione in rapporto alle esigenze di tutela dell'integrità fisica dei minori può essere al momento trascurato, pur restando incerta la determinazione dei genitori a stabilizzarsi nella nuova abitazione, considerato che già in passato hanno presto abbandonato altra abitazione messa a loro disposizione".
Istruzione
Per quanto riguarda invece la scolarizzazione, a dicembre è emersa "la lesione dei diritto all'istruzione dei figli, o quantomeno della maggiore di essi" dopo le verifiche compiute nella casa-famiglia: la bambina non sa leggere, né scrivere. Il Tribunale ritiene necessaria la "formulazione di una programmazione didattica che assicuri un'efficace istruzione di tutti i minori e il recupero delle gravi carenze riscontrate nella bambina più grande", con l'individuazione, in caso si optasse per l'istruzione parentale, "dei precettori che dovrebbero parteciparvi per le aree e le materie per cui i genitori sono carenti". Per i magistrati si rende "necessario un congruo accertamento tecnico sulle competenze genitoriali, tanto più in considerazione del gravoso carico educativo che i genitori, optando per scelte di istruzione non convenzionali, si sono assunti in via esclusiva, senza potersi giovare del contributo dei professionisti dell'educazione".
Socializzazione
In attesa della valutazione del servizio di Neuropsichiatria Infantile al momento non sembra superata neanche la lesione del diritto dei minori alla vita di relazione: il Servizio Sociale segnala che "nell'interazione con gli altri bambini presenti in comunità si denota imbarazzo e diffidenza".
Il Tribunale infine stigmatizza "l'insistenza con cui la madre pretende che vengano mantenute dai figli abitudini e orari difformi dalle regole che disciplinano la vita degli altri minori ospiti della comunità, circostanza che fa dubitare dell'affermata volontà di cooperare stabilmente con gli operatori nell'interesse dei figli".
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Il sindaco: a Natale tutti insieme per due ore e mezza
"Nathan potrà stare il giorno di Natale nella casa famiglia con i tre bambini e la moglie dalle ore 10 alle 12.30. Per il resto non c'è niente da dire, c'è solo da attendere l'esito della consulenza tecnica d'ufficio disposta dal Tribunale per i minorenni". Così, all'ANSA, il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, a proposito dell'ordinanza del Tribunale sulla vicenda della "famiglia nel bosco". "Si chiede a uno specialista di verificare la competenza e la capacità genitoriale di Nathan e Catherine - prosegue il primo cittadino - oltre allo stato psichico dei bambini. Il consulente dovrà rispondere a tre quesiti, ma anche fare una visita psicologica ai bambini per vedere il loro stato di salute, alla presenza di un consulente di parte. Non sempre, in queste situazioni, si riesce a rispettare i tempi". Secondo Masciulli, la situazione è diventata più complessa e le questioni legate all'ampliamento della casa, ai servizi e al progetto scolastico con la maestra di Palmoli non rappresentano più una priorità. "Adesso il problema si è spostato completamente - aggiunge Masciulli - per cui tutto ciò di cui abbiamo discusso è diventato, non dico irrilevante, ma non essenziale: la casa, la scolarizzazione, la socializzazione. Tutto dipenderà dagli esiti di questa consulenza". "Il tutore dovrà decidere in questo lasso di tempo - conclude il primo cittadino di Palmoli - come organizzare le attività dei bambini, tra cui l'istruzione". Intanto, dalla tutrice e dalla curatrice del Tribunale per i minorenni dell'Aquila, gli avvocati Maria Luisa Palladino e Marika Bolognese, nessuna dichiarazione.
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I legali: azioni contro grave disinformazione
Intanto, si registra una nota dei legali che rappresentano la “famiglia nel bosco”, gli avvocati Femminella e Solinas. "Di nuovo registriamo, con allarme, la diffusione integrale di ordinanze e relazioni che attengono a dati e fatti personalissimi dei minori coinvolti in questa drammatica e dolorosa vicenda".
"Anticipiamo azioni nei confronti di chiunque si renda responsabile della grave disinformazione che risulta veicolata da sensazionalistiche quanto ridicole dichiarazioni - aggiungono-, tra le molte i fantomatici e inesistenti spazzolini di peli d'asino, malattie gravi mai curate o piuttosto la mancanza di vaccini".
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Fonte: www.rainews.it
