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Droni ucraini collegati a 20 chilometri di fibra ottica: "Il nostro miglior alleato"
Usati anche dai russi, hanno reso meno dura la vita nelle trincee e più rischiosa quella nelle retrovie. L'inviato Rai dal fronte di Zaporizhzhia
Incontriamo i militari ucraini del 253° reparto. Ci portano in una località segreta sul fronte di Zaporizhzhia, per mostrarci da vicino quello che definiscono il loro migliore alleato. Ci mostrano l’arma che ha cambiato la guerra in Ucraina: un drone a fibra ottica. Dal velivolo esce un sottilissimo cavo lungo venti chilometri, collegato direttamente ai comandi. Sopra viene montata una carica esplosiva, che viene poi mandata a distruggersi sull’obiettivo individuato.
Spiega un ufficiale: “Questo drone non può essere fermato dai congegni che disturbano le frequenze radio, perché i comandi passano attraverso questo filo sottilissimo. Se il cavo si spezza perdiamo il drone. Lo utilizziamo per colpire le retrovie e i depositi nemici”. Sono missioni di sola andata. Vederne arrivare uno è un problema serio per chi lo subisce. Anche i russi li utilizzano ormai in modo esteso. Questo ha reso meno rischiosa la vita nelle trincee e più pericolosa quella nelle retrovie: “Siamo passati da una guerra di posizione, con carri armati, a missioni di piccoli gruppi di fanteria che si muovono dove i droni indicano”.
Resta il rischio che tutto questo possa apparire come un videogioco, facendo perdere quel poco di umanità che resta in guerra: “Non dobbiamo mai dimenticare che dietro ogni drone batte il cuore di una persona viva”, affermano i militari.
Fonte: www.rainews.it
