In Bulgaria vince l'euroscettico Rumen Radev, l'UE teme un nuovo Orbán
Battuti i conservatori di Borisov, l'ex presidente Radev è il vincitore indiscusso. Promette stabilità, ma anche di ricucire i rapporti con la Russia
Si gode il successo nelle urne, Rumen Radev - e sfodera ottimismo nelle prime reazioni: "Daremo un governo stabile ai bulgari".
L'ex generale e top gun, poi presidente per due mandati, è il vincitore indiscusso del voto anticipato a Sofia.
Già chiaro fin dai primi exit poll che danno la sua "Bulgaria Progressista" tra il 38 e 39%. La campagna tutta giocata sulla lotta alla corruzione e al "sistema mafioso" ha funzionato - "qui bisogna cambiare tutto", le frasi di molti elettori all'uscita dai seggi. Nella notte la conta delle schede e l'attribuzione dei posti in Parlamento.
Tra le sconfitte, la più bruciante è quella dei conservatori di Bojko Borisov, scesi al secondo posto attorno al 15%. Più indietro liberali e socialisti.
La Bulgaria, nella Ue dal 2007 e nell'Eurozona dal gennaio di quest'anno, soffre da tempo una spirale di crisi: politica, demografica, economica. Solo qualche mese fa, le ultime manifestazioni di massa contro la corruzione. Ma è sulla politica estera del vincitore che le cancellerie europee hanno drizzato le antenne: il referendum chiesto invano sull'entrata nella moneta unica, il no ad altri aiuti a Kiev, le aperture di credito a Mosca con cui - dice - bisogna ricucire con la diplomazia: "Non sono filorusso ma realista e filobulgaro", spiega lui.
Ce c'è abbastanza - secondo alcuni osservatori - per temere una nuova spina sul fianco est dell'Unione.
Fonte: www.rainews.it
