Scandalo Mandelson-Epstein, Starmer traballa: "Non mi avevano informato"
L’ex ministro laburista non passò i controlli sulla sua vita privata ma fu comunque nominato ambasciatore a Washington. Le opposizioni chiedono la testa del premier
Da diversi mesi, il governo di Keir Starmer è indebolito dallo “scandalo Mandelson”: una serie di rivelazioni sulle circostanze che hanno portato alla nomina del veterano laburista ad ambasciatore del Regno Unito a Washington, nonostante i suoi legami con Jeffrey Epstein.
Ora il premier britannico, a propria difesa, ha definito "imperdonabile" e "sconcertante" non essere stato informato sul fatto che Peter Mandelson non avesse superato il controllo di sicurezza interno sulla nomina politica ad ambasciatore negli Usa e che il Foreign Office avesse ignorato il parere contrario.
Il primo ministro laburista, parlando ai media a Parigi dove si trova per il vertice sulla navigazione marittima nello stretto di Hormuz, si è detto "assolutamente furioso" per la vicenda, rispetto alla quale le opposizioni hanno chiesto le sue dimissioni, aggiungendo che lunedì esporrà al Parlamento tutti i fatti "in piena trasparenza".
"Keir Starmer non si dimetterà peril caso Mandelson", ha dichiarato alla Bbc il ministro Darren Jones, braccio destro del premier laburista e coordinatore del suo Ufficio di Gabinetto, nel pieno della bufera politica sulla nomina ad ambasciatore negli Usa di Peter Mandelson, ex eminenza grigia del New Labour legato a doppio filo col defunto faccendiere pedofilo americano Jeffrey Epstein.
Epstein, in manette anche l'ex ministro Mandelson
Jones ha respinto l'accusa, avanzata dai partiti d'opposizione contro il primo ministro, di aver "fuorviato" il Parlamento quando aveva affermato più volte che la nomina di Mandelson aveva seguito "il pieno rispetto delle procedure". Il ministro ha ribadito la linea di difesa del governo, ritenuta da più parti come non credibile, definendo come "sbalorditivo" il fatto che il ministero degli Esteri abbia ignorato a suo tempo la raccomandazione contraria al rilascio del nulla osta di sicurezza a Mandelson fatta da un apposito comitato - l'UK Security Vetting - durante i controlli preventivi condotti per verificare l'idoneità a quel delicato incarico.
Stando a Jones, il comitato conduce le proprie indagini e formula una raccomandazione al ministero competente, che può respingerla: questa è la procedura consentita, ha sottolineato. La linea di difesa potrebbe però avere dei punti di debolezza, a partire dal fatto che la nomina di Mandelson a inviato negli Usa - poi tolto da quell'incarico e successivamente arrestato nelle indagini sulla condivisione di informazioni governative riservate con Epstein quando era ministro - fosse politica e quindi espressamente voluta da Starmer, fortemente interessato al superamento di ogni controllo interno.
Lo scandalo Epstein-Mandelson investe Starmer: salta il suo braccio destro
Fonte: www.rainews.it
