Viktor Orbán, dal trionfo alla sconfitta. Si chiude un'era
Amato dai suoi sostenitori per aver restituito orgoglio all’Ungheria, criticato dagli avversari come un populista autoritario
Viktor Orbán nasce il 31 maggio 1963 ad Alcsútdoboz, in una famiglia modesta. Dopo gli studi di diritto all’Università di Budapest, nel 1989 diventa uno dei volti della rivoluzione pacifica contro il regime comunista. Pronuncia un discorso storico in Piazza degli Eroi che chiede il ritiro delle truppe sovietiche, guadagnandosi fama nazionale.
Nel 1988 fonda Fidesz, inizialmente un partito liberale giovanile. Con gli anni lo trasforma in una forza conservatrice e nazionalista. Nel 1998, a soli 35 anni, diventa il più giovane Primo Ministro dell’Ungheria post-comunista. Governa fino al 2002, poi otto anni all’opposizione.
Torna al potere nel 2010 con una vittoria schiacciante. Da allora ha vinto quattro elezioni consecutive (2010, 2014, 2018, 2022), spesso con supermaggioranze. Ha riscritto la Costituzione, centralizzato il potere, difeso la sovranità nazionale contro Bruxelles e imposto una linea dura sull’immigrazione.
Controverso in Europa, Orbán è diventato il simbolo dell’“illiberalismo” democratico: amato dai suoi sostenitori per aver restituito orgoglio all’Ungheria, criticato dagli avversari come un populista autoritario.
Fonte: www.rainews.it
