G7, il piano di Tajani: "Nessuna distrazione sull’Ucraina, ma il Golfo è un’emergenza globale"
Dalla ministeriale di Parigi il titolare della Farnesina lancia l'allarme sull'escalation in Medio Oriente: "Effetti dal Caucaso all'Europa". L'Italia spinge per un vertice con i Paesi arabi e conferma il pugno duro contro Mosca e i suoi alleati
rainews Il G7 dei Ministri degli Esteri, riunito nella cornice dell’abbazia di Vaux de Cernay, diventa il palcoscenico per una strategia italiana a doppio binario: mantenere il fronte compatto a sostegno di Kiev senza sottovalutare l’incendio che rischia di divampare nel Golfo. Per Antonio Tajani, la parola d’ordine è coordinamento. Il capo della Farnesina ha tracciato un perimetro di crisi che non riguarda più solo il quadrante mediorientale, ma che si estende pericolosamente "dal Caucaso alla Penisola Arabica", arrivando a lambire i confini della NATO in Turchia e quelli europei a Cipro.
L’allarme sul Golfo e il nodo Hormuz
La priorità indicata dall'Italia è evitare che la crisi energetica e delle materie prime soffochi le economie continentali. Il punto più sensibile della scacchiera resta lo Stretto di Hormuz: una sua eventuale chiusura rappresenterebbe, secondo Tajani, un colpo letale per la sicurezza alimentare e le catene di approvvigionamento globali. In questo contesto, Roma rivendica il proprio ruolo di guida nelle missioni Aspides e Atalanta, ponendo la libertà di navigazione come pilastro strategico non negoziabile. Per disinnescare la tensione, il Ministro ha proposto un passo formale: una sessione allargata del G7 con i partner del Consiglio di cooperazione del Golfo, cercando "interlocutori credibili" per un dialogo che possa finalmente sostituire le armi.
Il legame tra i due fronti: Iran e Russia
Nel documento presentato agli alleati, Tajani ha evidenziato il "filo rosso" che unisce Teheran e Mosca. L'Iran, principale sostenitore della macchina bellica russa, è il perno su cui ruotano entrambi i conflitti. Se da un lato il ridimensionamento militare iraniano potrebbe indebolire indirettamente l'offensiva del Cremlino, dall'altro l'instabilità nel Golfo rischia di favorire Putin sul piano economico. Proprio per questo, l'Italia ribadisce che il sostegno all'Ucraina resta "l'assoluta priorità": con oltre 3 miliardi di euro stanziati da Roma e la partecipazione ai massicci prestiti internazionali (fino a 45 miliardi di dollari in ambito G7), la linea non cambia. L'obiettivo è mantenere altissima la pressione su Mosca per costringerla a un negoziato serio per il cessate il fuoco.
Una nuova fase diplomatica
La proposta italiana di un vertice con i Paesi del Golfo segna la volontà di non lasciare zone d'ombra nella diplomazia internazionale. Tajani confida nella "flessibilità" delle nuove leadership regionali per raggiungere accordi concreti, sottolineando che solo un G7 unito e capace di guardare contemporaneamente a Est e a Sud potrà garantire la stabilità dell'ordine mondiale.
Fonte: www.rainews.it
