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L'Iran avvisa il mondo: quei missili che possono arrivare fino a Roma, Parigi e Londra
Gittata inaspettata del potenziale missilistico di Teheran: lo shock dal blitz diretto alla base Diego Garcia lontana 4mila Km nell'Oceano Indiano, preoccupa le cancellerie occidentali
Uno shock, malcelato e che però ha serpeggiato nelle cancellerie europee: quelle sirene antiaeree che due giorni fa, hanno risuonato su Diego Garcia, la base lontana dal conflitto, hanon fatto eco in tutte le stanze dei governi del mondo occidentale.
Perché quel suono, è diventato una sorta di sveglia che avvisa che la guerra non riguarda solo il "lontano" Medio Oriente, ma può potenzialmente riguardare l'Europa. Significa: i missili dell'Iran, hanno una gittata che arriva fino ai confini dell'Europa che ora si sente, più di prima, minacciata.
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Questo perché prendendo di mira l'importante base anglo-americana sull'isola dell'Oceano Indiano - seppure in un attacco fallito - Teheran ha dato dimostrazione di poter minacciare obiettivi fino a 4.000 chilometri dal proprio territorio.
Un raggio d'azione di 4mila chilometri che arriva fino all'Inghilterra
Un raggio d'azione che tocca buona parte dell'Europa, Italia compresa, per inviare il messaggio che la Repubblica islamica è tutt'altro che sconfitta e che il Vecchio Continente non è immune alla guerra, se si schiera a favore dell'offensiva che intanto prosegue fino a toccare l'impianto nucleare iraniano di Natanz.
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Nonostante le parole di Donald Trump secondo cui è pronto a valutare "un ridimensionamento dell'operazione" contro la Repubblica Islamica, mentre intanto invia migliaia di nuove truppe in Medio Oriente. Teheran ha risposto ieri all'escalation lanciando due missili balistici a raggio intermedio contro la base di Diego Garcia, un importante snodo strategico per le forze statunitensi in quanto ospita bombardieri, sottomarini nucleari e cacciatorpediniere lanciamissili. Uno dei missili ha avuto un malfunzionamento durante il volo, mentre una nave da guerra americana ha lanciato un intercettore SM-3 contro l'altro, secondo quanto ricostruito dal Wall Street Journal.
Lo stupore delle intelligence europee
"Questo lancio rappresenta un passo significativo nel confronto con gli Stati Uniti", ha rivendicato più tardi l'agenzia iraniana Mehr confermando l'attacco. Il fatto che l'Iran abbia preso di mira l'isola suggerisce infatti che i suoi missili abbiano una gittata maggiore rispetto a quanto stimato dai Paesi occidentali e affermato dagli stessi iraniani.
E se solo il mese scorso il ministro degli Esteri Abbas Araghchi aveva affermato la volontà di Teheran di limitare deliberatamente la gittata dei propri missili a 2.000 km - evitando così di poter raggiungere l'Europa - sembra che questo proposito sia ormai decaduto.
La tensione Iran-Gran Bretagna
Uno sviluppo che parla in particolare al Regno Unito e alla sua decisione di mettere a disposizione le basi per gli attacchi Usa agli obiettivi iraniani che minacciano Hormuz. "La stragrande maggioranza del popolo britannico non vuole avere nulla a che fare con la guerra" e "ignorando il proprio popolo, Starmer sta mettendo in pericolo vite britanniche", ha affermato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi assicurando che Teheran "eserciterà il suo diritto all'autodifesa".
La tensione sullo stretto resta alta: alle minacce iraniane, gli Stati Uniti hanno risposto annunciando che la capacità di Teheran di minacciare il passaggio di mare, chiave per i traffici merci ed energetici, è stata "indebolita" grazie al bombardamento, avvenuto questa settimana, di una struttura sotterranea dove erano stoccati missili da crociera e altre armi. "Non solo abbiamo distrutto la struttura, ma anche siti di supporto all'intelligence e ripetitori radar missilistici utilizzati per monitorare i movimenti delle navi", ha rivendicato il comandante del Centcom statunitense Brad Cooper.
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Ma il blocco dello stretto resta mentre il conflitto prosegue ed entra nella sua quarta settimana nei giorni in cui l'Iran celebra la fine del Ramadan e il Nowruz, il Capodanno persiano.
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Fonte: www.rainews.it
