'Werwolf division', la casa dei suprematisti che arruola adolescenti in tutto il mondo
Il gruppo, attivo su Telegram, alla ribalta dopo l'arresto di un 17enne a Perugia. Nel 2024 fu al centro di un'inchiesta della Procura di Napoli conclusa con 12 arresti. Le dinamiche di radicalizzazione giovanile sotto la lente dell'intelligence
Polizia di Stato Si chiama 'Werwolf Division' il gruppo Telegram d cui facevano parte il 17enne arrestato oggi con l'accusa di pianificare una strage a scuola e gli altri under18 indagati.
Secondo gli esperti i ragazzini sarebbero stati trascinati nei gruppi estremisti dall'organizzazione suprematista già nota per le sue idee razziste e neonaziste, tramite i social o passaparola per poi farli approdare su piattaforme di messaggistica più o meno chiuse. Un fenomeno internazionale, ben noto alle forze di polizia che monitorano la rete.
L'inchiesta del 2024
‘Werwolf Division' è un gruppo di matrice statunitense con propagazioni in tutto il mondo: una sorta di 'casa' per chi condivide posizioni suprematiste che nel 2024 fu al centro di un'inchiesta della Procura di Napoli conclusa con 12 arresti.
Smantellato gruppo neonazista e suprematista, progettavano anche un attentato alla premier Meloni
Le accuse, a vario titolo, erano di associazione con finalità di terrorismo, propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa. Furono coinvolti anche due minorenni.
Tra le contestazioni c'era la "preparazione di gravi attentati", anche nei confronti della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, definita una "fascista che perseguita i fascisti" e di un economista del World Economic Forum, Klaus Schwab.
Dalle intercettazioni era emerso che il gruppo parlava di effettuare dei sopralluoghi nelle zone di palazzo Chigi e Montecitorio, per studiare lo scenario e compiere un possibile attentato: "c'è un albergo davanti al Parlamento - diceva uno degli indagati - da lì si può sparare dall'alto".
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Sempre più giovani i soggetti coinvolti
Le dinamiche di radicalizzazione giovanile sono oggetto di attenzione anche da parte dell'intelligence che nell'ultima relazione annuale ha rilevato una "chiara tendenza all'abbassamento dell'età dei soggetti coinvolti".
Dalle indagini condotte in Italia nei confronti degli ambienti accelerazionisti ma anche di quelli vicini all'estremismo di matrice jihadista risulta che la quota dei minorenni è in costante crescita. Una tendenza che - secondo gli 007 - è una conseguenza del ruolo, spesso determinante, che gioca la tecnologia.
Il fascino della violenza e il senso di appartenenza al gruppo
La spinta iniziale, secondo gli esperti, scatta non tanto dalla condivisione di un'ideologia estremista quanto dalla "fascinazione per la violenza", alimentata da una "progressiva desensibilizzazione" rispetto ai contenuti violenti reperibili online.
A tal proposito, anche in considerazione dell'impatto che le piattaforme social possono avere sulla psicologia dei più giovani, gli esperti ritengono plausibile attendersi una maggior rilevanza di processi di radicalizzazione in cui giocano un ruolo determinante la ricerca di un senso di appartenenza e la gratificazione da parte del gruppo.
"Dallo schermo dei social alla violenza reale, purtroppo, il passo può essere breve" osserva il sottosegretario all'Istruzione Paola Frassinetti che ritiene "necessario intervenire rapidamente, anche adeguando il sistema normativo e rafforzando la collaborazione con i gestori delle piattaforme digitali".
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Fonte: www.rainews.it
