Guerra in Iran: Hegseth punta alla vittoria, Trump divide e la Chiesa cattolica condanna
Trump in Tv apre alla possibilità di negoziati e scherza sulle vittime navali, mentre il suo ministro della Guerra Pete Hegseth annuncia un giorno di attacchi massici e ribadisce che la fine della missione in Iran "sarà decisa dal presidente"
Ancora una giornata di estrema tensione intorno alla guerra degli Usa contro l'Iran. Apre Pete Hegseth, Segretario alla Difesa (o "alla Guerra", come ama definirsi), che ribadisce l'intenzione di non allentare la pressione fino alla "completa sconfitta del nemico". Secondo Hegseth, i leader iraniani sarebbero ormai disperati e l'esito del conflitto dipenderà esclusivamente dalle decisioni americane.
Le contraddizioni di Donald Trump
Nonostante la linea intransigente del Pentagono, Donald Trump ha sorpreso la stampa dichiarando che la guerra "potrebbe finire presto", mostrandosi apparentemente aperto al dialogo con Teheran. Tuttavia, tale apertura è stata immediatamente oscurata da nuove minacce rivolte alla guida suprema iraniana, il figlio di Khamenei, e da risposte evasive su tragici eventi recenti.
Interpellato da un reporter del New York Times riguardo alla morte di 175 bambini iraniani, presumibilmente uccisi da un missile americano Tomahawk, Trump ha evitato di assumersi responsabilità, limitandosi a osservare che tali missili sono in dotazione a molti paesi.
Lo sdegno della Chiesa per la "Guerra Spettacolo"
Il momento più controverso ha riguardato l'affondamento di una nave militare iraniana. Trump ha riferito di aver preferito l'affondamento alla cattura perché, a detta dei comandi militari, "è più divertente", scatenando le risate dei presenti al Congressional Institute.
Questa visione della guerra come "videogioco" ha provocato l'immediata e durissima reazione della Chiesa cattolica americana. Il Cardinale Cupich e il Cardinale McElroy hanno condannato apertamente le operazioni militari, definendole "moralmente non legittime" e richiamando l'amministrazione alla realtà delle vittime umane, che non possono essere ridotte a semplici bersagli di un gioco di potere.
Fonte: www.rainews.it
