Dal Kgb, alle lettere killer fino a Breaking Bad, cosa è la ricina: tossina letale senza antidoto
Difficile da sintetizzare, una volta ottenuta è una polverina bianca insapore: ne bastano pochi granelli per uccidere un uomo
contrasto/Photo12/7e Art/AMC/contrasto La ricina è una delle tossine più letali e insidiose conosciute dall’uomo. Si tratta di una fitotossina, ovvero una proteina citotossica naturale presente nei semi della pianta di ricino (Ricinus communis). Sebbene l'olio di ricino sia ampiamente utilizzato nell'industria cosmetica e farmaceutica (poiché il processo di estrazione dell'olio separa la parte grassa dalla componente proteica tossica), la sostanza pura rimane un agente biologico di estrema pericolosità.
Come si estrae
L’estrazione della ricina avviene a partire dalla "focaccia" o scarto fibroso che rimane dopo la spremitura dei semi di ricino per la produzione dell'olio. La tossina è idrosolubile, quindi può essere isolata attraverso complessi passaggi di filtrazione e precipitazione chimica. Una volta estratta e purificata, si presenta come una polvere bianca, inodore e insapore, il che la rende quasi impossibile da rilevare senza analisi specifiche.
Perché è così pericolosa?
La pericolosità della ricina risiede nel suo meccanismo d'azione a livello cellulare. Tecnicamente, è una proteina che inattiva i ribosomi. Una volta entrata nella cellula, la ricina distrugge irreversibilmente i ribosomi, le "fabbriche" di proteine della cellula. Senza proteine, la cellula non può sopravvivere né replicarsi, portando alla morte dei tessuti e al collasso degli organi. È estremamente potente: una dose equivalente a pochi granelli di sale può uccidere un adulto se iniettata o inalata. Non esiste ad oggi un antidoto specifico, ma solo cure di supporto.
Ecco quando fu usata
La storia dello spionaggio e del terrorismo è purtroppo segnata dall'uso di questa sostanza, scelta spesso per la facilità di reperimento della materia prima e la difficoltà di diagnosi post-mortem.
Il Caso Georgi Markov (1978): È l'episodio più famoso. Il dissidente bulgaro fu ucciso a Londra da un agente del KGB che utilizzò un ombrello modificato per sparare una minuscola pallina di platino contenente ricina nella sua gamba. Markov morì tre giorni dopo tra atroci sofferenze.
Lettere avvelenate: Diversi tentativi di attentato hanno coinvolto l'invio di lettere contaminate da ricina a figure politiche di alto rilievo, tra cui gli ex presidenti degli Stati Uniti Barack Obama e Donald Trump. Fortunatamente, i sistemi di filtraggio postale hanno intercettato i plichi prima dell'apertura. Il complotto di Colonia (2018): In Germania, le autorità sventarono un attacco terroristico pianificato da un cittadino tunisino che stava producendo ricina in casa seguendo istruzioni online, con l'intento di creare una "bomba biologica".
Protagonista in Breaking Bad
La ricina è pure un filo conduttore della famosa serie Breaking Bad: il protagonista della serie Walter White (professore di chimica ammalato di tumore che diventa produttore di droga) ne parla in quasi tutte le stagioni, ma il veleno viene effettivamente utilizzato con successo per uccidere solo nel finale della serie, per uccidere Lydia Rodarte Quayle super manager della Madrigal la società di logistica che in realtà è il volto pultio di un potente cartello di droga. Walt mette la ricina nella bustina di dolcificante delal donna che la ingerisce con il suo caffè.
Prima di Lydia, Walt aveva tentato o pianificato di usare la tossina altre volte: contro Tuco Salamanca mettendola nel cibo e poi contro Gustavo Fring dentro una sigaretta.
In dubbio la morte di Brock Cantillo: molti spettatori pensano che Walt abbia avvelenato il bambino con la ricina, ma in realtà Walt usò il fiore Mughetto (Lily of the Valley), che non è letale, per manipolare Jesse contro Gus.
Fonte: www.rainews.it
