Escalation al confine: scoppia il conflitto tra Afghanistan e Pakistan
Riesplode l'ostilità fra i due Paesi, che si accusano a vicenda di alimentare il terrorismo e violare i confini. L'Afghanistan attacca: "Oltre 50 nemici uccisi"
Afghanistan, una forte esplosione scuote Kabul
La crisi tra Afghanistan e Pakistan ha raggiunto un nuovo e pericoloso picco nelle prime ore di oggi. La Pakistan Air Force ha intensificato le operazioni aeree colpendo non solo le zone di confine, ma dirigendo i propri caccia anche su Kabul. Testimoni nella capitale afghana hanno riferito di esplosioni devastanti che hanno scosso il centro cittadino, segnando un salto di qualità nel conflitto che ora minaccia direttamente i centri urbani. Oltre a Kabul, i bombardamenti hanno interessato obiettivi strategici nelle province di Kandahar e Paktia, aggravando il bilancio delle vittime civili e militari.
L’avanzata di terra dei Talebani lungo la Linea Durand
Sul fronte terrestre, il governo di Kabul ha rivendicato successi significativi, dichiarando di aver lanciato una massiccia controffensiva in risposta ai raid pakistani. Le autorità afghane sostengono di aver preso il controllo di diciassette avamposti militari nemici lungo la zona di confine, tra cui il quartier generale di Anzar Sar nel distretto di Alisher-Terezi. Il portavoce Zabihullah Mujahid ha enfatizzato la determinazione delle proprie truppe, affermando che decine di soldati pakistani sarebbero rimasti uccisi negli scontri e che ingenti quantità di equipaggiamento bellico sono state requisite come bottino di guerra.
La risposta di Islamabad e l’operazione "Ghazab-lil-Haq"
Dal canto suo, il governo pakistano ha ufficializzato l’avvio dell’operazione militare su vasta scala denominata "Ghazab-lil-Haq". Il Ministero della Difesa di Islamabad ha smentito categoricamente la perdita di basi o territori, definendo le notizie provenienti da Kabul come pura propaganda bellica. Le fonti ufficiali pakistane sostengono invece di aver inflitto perdite pesantissime alle milizie talebane, dichiarando di aver neutralizzato oltre settanta combattenti e distrutto numerosi depositi di munizioni. Islamabad ribadisce che i propri attacchi sono mirati esclusivamente a colpire le basi del TTP, i talebani pakistani, che troverebbero rifugio e supporto logistico in territorio afghano.
Crisi umanitaria e paralisi diplomatica
Mentre i combattimenti proseguono senza sosta, la situazione umanitaria lungo il confine sta precipitando. Migliaia di civili sono in fuga dalle aree di Torkham e del Waziristan a causa dei continui lanci di mortaio che colpiscono indiscriminatamente i villaggi rurali. Sul piano internazionale, gli sforzi di mediazione intrapresi dal Qatar e dalle Nazioni Unite appaiono al momento congelati, con entrambi i governi che rifiutano il cessate il fuoco finché non saranno garantite le rispettive condizioni di sicurezza nazionale. L'ONU ha espresso profonda preoccupazione per il rischio che l'instabilità si propaghi all'intera regione, sollecitando un immediato ritorno al dialogo.
I dati sulle vittime restano discordanti: fonti afghane parlano di oltre 50 soldati pakistani uccisi e diversi prigionieri, mentre il ministero dell'Informazione di Islamabad smentisce la perdita di postazioni e riferisce di soli due militari morti, sostenendo invece di aver ucciso 36 combattenti afghani.
Il contesto: un'ostilità di lunga data
Per comprendere l'origine di questo scontro frontale, va ricordato che domenica scorsa l'esercito pakistano ha condotto attacchi aerei lungo il confine sostenendo di aver colpito campi di addestramento dei talebani pakistani (TTP) e del gruppo Khorasan dell'ISIS, uccidendo circa 80 miliziani.
Il governo di Kabul ha respinto queste accuse, parlando di una violazione della propria sovranità e denunciando la morte di decine di civili, tra cui donne e bambini. Anche la missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (UNAMA) ha citato rapporti credibili che confermerebbero la morte di almeno 13 civili nei raid di Islamabad.
La tensione tra i due Paesi vicini è alimentata da un'ostilità reciproca di lunga data.
Il Pakistan accusa il governo talebano di fornire rifugio ai membri del TTP, gruppo alleato dei talebani afghani anche se formalmente distinto, che nell'ultimo anno ha intensificato gli attacchi terroristici in territorio pakistano. Kabul nega ogni coinvolgimento, ma Islamabad, attraverso il portavoce del primo ministro Shehbaz Sharif, giustifica i recenti raid come azioni necessarie a garantire l'integrità territoriale e la sicurezza dei propri cittadini.
A questo clima di scontro si aggiunge la questione dei profughi: a partire dall'ottobre 2023, il Pakistan ha avviato una massiccia operazione di espulsione di centinaia di migliaia di migranti afghani.
I combattimenti delle ultime ore, che hanno interessato anche il valico di Torkham, hanno costretto all'evacuazione sia i residenti dei villaggi vicini che i rifugiati in attesa di attraversare il confine. Nonostante un cessate il fuoco mediato dal Qatar avesse garantito una fragile tregua negli ultimi tempi, il fallimento dei colloqui di pace di novembre e la ripresa delle ostilità minacciano ora di gettare nella violenza una regione già instabile, poverissima e spesso devastata anche dai terremoti.
Fonte: www.rainews.it
