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Trump: "Invasione di terra? Sarebbe perdita di tempo". Nuovo attacco di Israele su Teheran
Nelle prime ore del giorno Israele ha lanciato nuovi bombardamenti su Teheran e contro i quartieri meridionali di Beirut. Tredici le ondate di attacchi odierne mentre le forze Idf hanno attivato le difese aeree per una nuova ondata di missili dall'Iran, che non avrebbe causato vittime. In Iran invece sarebbero ora oltre 1200 i morti.
Nelle acque al largo del Kuwait una petroliera è stata colpita da una "grande esplosione", causando la fuoriuscita di greggio, secondo quanto riferito dall'agenzia britannica di sicurezza marittima Ukmto. Ieri gli Usa hanno confermato di aver silurato e provocato l'affondamento di una nave da guerra iraniana in acque internazionali nell'Oceano Indiano. Sempre ieri un nuovo allargamento del conflitto in corso in Medio Oriente dopo che un missile balistico è stato intercettato in volo dalle difese della Nato prima di entrare nello spazio aereo della Turchia.
Negli Stati Uniti il Senato ha bocciato la risoluzione Dem per fermare la campagna militare americana contro la Repubblica islamica, con 53 voti contrari e 43 favorevoli. Oggi il voto torna alla Camera.
Nella serata di ieri, 5 marzo, nuovo raid aereo israeliano contro la periferia sud di Beirut e contro le infrastrutture di Hezbollah. E' fuga della popolazione da Beirut.
Israele annuncia una 'nuova fase' della guerra
L'esercito israeliano ha lanciato venerdì una serie di attacchi aerei "su larga scala" su Teheran, affermando di aver preso di mira le infrastrutture del regime, in quella che ha descritto come una nuova fase del conflitto con l'Iran. Diversi media iraniani, tra cui l'emittente statale IRIB, hanno riportato venerdi' mattina una serie di esplosioni in varie parti della capitale, in particolare a est e a ovest. L'esercito israeliano ha dichiarato di aver preso di mira "le infrastrutture del regime" con un'ondata di attacchi "su larga scala". Secondo l'agenzia di stampa statale libanese, venerdì mattina Israele ha effettuato ulteriori bombardamenti anche nella periferia meridionale di Beirut.
Attacco aereo nel centro di Teheran, 6 marzo 2026
Trump: "Leadership Iran va smantellata, ripuliremo tutto"
Il presidente Usa, Donald Trump, ha detto che vuole vedere completamente smantellata la struttura della leadership iraniana e che ha in mente alcuni nomi per la guida del Paese. In una intervista telefonica alla Nbc ha affermato: "Vogliamo entrare e ripulire tutto. Non vogliamo qualcuno che ricostruisca in un periodo di 10 anni. Vogliamo che abbiano un buon leader". "Abbiamo persone che penso farebbero un buon lavoro", ha poi aggiunto rifiutandosi pero' di fare nomi. Trump ha anche detto che sta prendendo misure per assicurarsi che le persone sulla sua lista riescano a sopravvivere alla guerra. "Li stiamo tenendo d'occhio, si'", ha detto. Alla domanda su chi guidera' l'Iran in futuro, Trump ha risposto: "Non lo so, ma a un certo punto mi chiameranno per chiedermi chi vorrei", aggiungendo di essere "solo un po' sarcastico quando lo dico". Il presidente americano ha anche risposto alle parole del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, che ha dichiarato al conduttore di 'Nbc Nightly News' Tom Llamas che il suo Paese e' pronto ad affrontare un'invasione di terra da parte delle forze americane e israeliane. Trump lo ha definito un "commento sprecato" e ha lasciato intendere che un'invasione non e' qualcosa a cui sta pensando in questo momento. "E' una perdita di tempo. Hanno perso tutto. Hanno perso la loro marina. "Hanno perso tutto ciò che potevano perdere", ha detto, aggiungendo che il ritmo e l'intensità degli attacchi continueranno.
Usa, deroga anti-Iran di 30 giorni all'India per acquistare petrolio russo
L'agenda energetica del presidente Donald Trump "ha portato la produzione di petrolio e gas a raggiungere i livelli più alti mai registrati", ha scritto poi Bessent. Per consentire al greggio di continuare a confluirenel mercato globale, "il Dipartimento del Tesoro sta emettendo una deroga temporanea di 30 giorni per consentire alle raffinerie indiane di acquistare petrolio russo. Questa misura, deliberatamente a breve termine, non fornirà significativi benefici finanziari al governo russo, poiché autorizza solo transazioni che riguardano petrolio già bloccato in mare". L'India, inoltre, "è un partner essenziale degli Stati Uniti e prevediamo che New Delhi intensificherà gli acquisti di petrolio statunitense", ha concluso Bessent. Nel pomeriggio, Trump ha anticipato che gli Stati Uniti avrebbero preso provvedimenti per "ridurre la pressione sul petrolio", dopo l'impennata dei prezzi dovuta alla guerra traStati Uniti e Israele contro l'Iran, pari al 15% dall'inizio della settimana. L'annuncio di Bessent è arrivato dopo mesi di pressioni da parte di Washington su New Delhi affinché evitasse di acquistare barili russi, negli sforzi per ridurre i flussi di denaro destinato allo sforzo bellico di Mosca contro l'Ucraina. L'India, per altro verso, è vulnerabile agli shock energetici, con le scorte di greggio capaci di coprire meno di un mese di domanda. L'India ha i suoi approvvigionamenti che pesano per circa il40% dal Medio Oriente attraverso lo Stretto di Hormuz, ora sotto attacco per le ritorsioni dell'Iran agli attacchi di Usa e Israele. L'India ha iniziato a ridurre da gennaio gli acquisti di petrolio russo a causa della pressione di Washington, evitando i dazi del 25% e firmando un accordo commerciale provvisorio con gli Usa.
Trump: "Invasione di terra? Sarebbe perdita di tempo"
Una invasione di terra dell'Iran da parte delle truppe americane? Sarebbe "una perdita di tempo. Hanno perso tutto. Hanno perso la loro marina. Hanno perso tutto ciò che potevano perdere". Così il presidente Usa, Donald Trump, in una intervista telefonica alla Nbc, lasciando intendere che un'invasione non è qualcosa a cui sta pensando in questo momento.
Libano, nuovo raid israeliano sulla periferia sud di Beirut: colpita la roccaforte di Hezbollah
Libano, nuovo raid israeliano sulla periferia sud di Beirut: colpita la roccaforte di Hezbollah
Escalation in Medio Oriente, i Pasdaran attaccano Tel Aviv: lanciati missili balistici e droni
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Pasdaran) ha annunciato ufficialmente il lancio di un massiccio attacco coordinato verso Tel Aviv. Secondo una nota diffusa dall'agenzia di stampa ufficiale IRNA, l'offensiva non si limita all'impiego di droni, ma include una "raffica di missili Kheibar", progettati per colpire obiettivi strategici nel cuore della metropoli israeliana.
I missili Kheibar (noti anche come Khorramshahr-4) rappresentano una delle punte di diamante dell'arsenale iraniano: si tratta di vettori balistici a medio raggio capaci di trasportare testate fino a 1.500 kg. Con una gittata dichiarata di circa 2.000 chilometri, questi missili sono in grado di raggiungere l'intero territorio israeliano partendo dalle basi profonde nel territorio iraniano. L'operazione "combinata" punta a saturare le difese aeree nemiche, utilizzando i droni come diversivo o per colpire bersagli specifici in contemporanea con i vettori balistici.
L'esercito israeliano ha confermato di aver attivato tutti i sistemi di intercettazione, mentre le sirene di allarme continuano a suonare nelle principali aree urbane dello Stato ebraico.
Hezbollah rivendica l'attacco al confine: "Rappresaglia per i raid su Beirut"
Il movimento sciita filo-iraniano Hezbollah ha rivendicato ufficialmente, nella mattinata di venerdì, la responsabilità dell'attacco condotto contro le postazioni dell'esercito israeliano (IDF) situate in prossimità della linea di confine.
"In risposta alla criminale aggressione israeliana che ha colpito decine di città e villaggi libanesi, tra cui la periferia meridionale di Beirut, i combattenti della Resistenza Islamica hanno lanciato un attacco con salve di razzi e fuoco d'artiglieria", ha dichiarato il gruppo in un comunicato ufficiale.
L'offensiva è scattata intorno alle 2:10 del mattino (le 00:10 GMT). Al momento dell'attacco, le sirene antiaeree hanno suonato ripetutamente nelle città israeliane colpite, costringendo i residenti a cercare riparo. Nonostante l'intensità del fuoco, le autorità locali non hanno segnalato, al momento, vittime o danni materiali significativi alle infrastrutture.
Israele attacca Teheran: raid su vasta scala contro le infrastrutture del regime
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno annunciato di aver lanciato una massiccia ondata di attacchi aerei su Teheran nelle prime ore di venerdì mattina. Secondo una nota ufficiale rilasciata dai vertici militari, l'operazione ha preso di mira specificamente le "infrastrutture del regime terroristico iraniano" situate all'interno e nei pressi della capitale.
La televisione di Stato iraniana ha confermato l'offensiva, riferendo di una serie di forti esplosioni avvertite distintamente in diverse zone della città. Al momento non sono ancora noti l'entità dei danni né il numero di eventuali vittime, ma le autorità di Teheran hanno fatto sapere che i sistemi di difesa aerea sono stati attivati per intercettare i vettori israeliani. L'attacco segna un'ulteriore, gravissima escalation nel conflitto diretto tra i due Paesi, portando lo scontro nel cuore nevralgico della Repubblica Islamica.
Il caos a Beirut dopo l'ordine di evacuazione di massa di Israele
Il caos a Beirut dopo l'ordine di evacuazione di massa di Israele
Bahrein, nuovi raid iraniani sulla capitale: colpiti edifici civili e un hotel a Manama
Nuovi attacchi aerei iraniani hanno colpito questa mattina il Bahrein, interessando direttamente il centro urbano della capitale. Secondo quanto annunciato dal Ministero dell'Interno del Paese-arcipelago, l'offensiva ha preso di mira infrastrutture civili: "L'aggressore iraniano ha colpito un hotel e due edifici residenziali a Manama, causando ingenti danni materiali ma, fortunatamente, nessuna perdita di vite umane".
In un primo momento, le autorità avevano parlato di due hotel coinvolti, rettificando successivamente il bilancio dei danni. Il dicastero ha inoltre confermato che un incendio, divampato in uno degli edifici residenziali a seguito dell'impatto, è stato prontamente domato dai vigili del fuoco.
L'episodio aggrava ulteriormente la tensione nella regione, arrivando a sole 24 ore di distanza da un altro grave raid. Nella giornata di ieri, infatti, il Bahrein aveva riferito di un attacco aereo iraniano che aveva causato un vasto rogo nella principale raffineria di petrolio statale, colonna portante dell'economia del Paese, incendio poi spento dopo ore di sforzi da parte dei soccorritori.
Usa, la Camera boccia il limite ai poteri di guerra di Trump contro l'Iran
Con 212 voti a favore e 219 contrari, la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha bloccato il provvedimento che puntava a limitare i poteri di guerra di Donald Trump nei confronti dell'Iran. In base alla risoluzione respinta, il Presidente avrebbe dovuto richiedere l'approvazione preventiva del Congresso prima di proseguire con qualsiasi operazione militare contro Teheran.
Il voto ha visto alcune defezioni nei rispettivi schieramenti: quattro democratici hanno votato contro il provvedimento, mentre due repubblicani hanno espresso parere favorevole, unendosi alla minoranza. L'esito della votazione conferma la difficoltà del Congresso nel limitare le prerogative del Comandante in capo in materia di sicurezza nazionale e interventi esteri.
Gaza, l'Onu invia 570 mila litri di carburante: "Ma i valichi chiusi frenano gli aiuti"
L'Onu è riuscita a far entrare nella Striscia di Gaza circa 570 mila litri di diesel attraverso i valichi di Kerem Shalom e Karem Abu Salem. Lo ha dichiarato il portavoce delle Nazioni Unite, Stephane Dujarric, precisando tuttavia che la situazione logistica resta critica.
"Altri punti di attraversamento rimangono ancora chiusi, incluso quello di Rafah, il che limita la nostra capacità di far entrare ulteriori aiuti estremamente necessari", ha aggiunto Dujarric. Il portavoce ha inoltre sottolineato come il blocco influisca negativamente sulla possibilità di far ruotare il personale internazionale all'interno e all'esterno di Gaza, ostacolando il coordinamento delle operazioni umanitarie sul campo.
WSJ: il Pentagono corre ai ripari per rifornire gli arsenali dopo i raid in Iran
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il Pentagono sta elaborando una serie di piani d'emergenza per rifornire l'esercito statunitense delle munizioni utilizzate durante le recenti operazioni militari in Iran. La velocità con cui sono stati impiegati i sistemi di difesa e d'attacco ha spinto i vertici della Difesa a valutare nuove strategie di approvvigionamento per evitare un pericoloso calo delle riserve strategiche.
Il Congresso e i principali esponenti dell'industria bellica prevedono a breve una richiesta formale di finanziamenti extra da parte del Pentagono per coprire gli ingenti costi di sostituzione. I piani di acquisto si concentrerebbero in particolare sui sistemi missilistici Patriot, sui missili da crociera Tomahawk e sul sistema di difesa d'area ad alta quota THAAD, asset fondamentali per garantire la sicurezza delle forze statunitensi e degli alleati nella regione.
Arabia Saudita, intercettati tre missili diretti alla base aerea "Prince Sultan"
Il governo dell'Arabia Saudita ha annunciato l'intercettazione di tre missili diretti verso la base aerea del Principe Sultan, infrastruttura strategica che ospita truppe e personale militare statunitense.
In una nota ufficiale, il portavoce del Ministero della Difesa ha confermato l'operazione: "Tre missili puntati verso la base aerea del Principe Sultan sono stati intercettati e distrutti con successo dalle nostre forze di difesa". L'abbattimento degli ordigni non avrebbe causato vittime o danni significativi alla struttura, consolidando il perimetro di sicurezza attorno agli assetti internazionali nell'area.
Usa, Hegseth avverte l'Iran: "Siamo noi a dettare i tempi, le nostre scorte sono al completo"
Intervenendo presso il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), che sovrintende alle operazioni in Medio Oriente, il capo del Pentagono Pete Hegseth ha affermato che gli Stati Uniti mantengono il pieno controllo sulla tempistica delle attività in Iran. Hegseth ha precisato che tale monitoraggio proseguirà "finché sarà necessario per garantire che gli Stati Uniti d'America raggiungano i propri obiettivi". Secondo quanto riportato dal Times of Israel, il Segretario alla Difesa ha ribadito con fermezza: "Siamo noi a stabilire il ritmo e la tempistica, sotto la guida del comandante sul campo".
In merito alla disponibilità degli arsenali americani, Hegseth ha assicurato ai giornalisti che le munizioni sono al completo e che la volontà di Washington resta "ferrea". "Abbiamo appena iniziato a combattere e a farlo con decisione", ha aggiunto, sottolineando come l'ipotesi iraniana secondo cui gli Stati Uniti non sarebbero in grado di sostenere tale sforzo militare nel tempo rappresenti "un errore di calcolo davvero grave".
Tel Aviv sotto attacco: pioggia di missili dall'Iran, danni nel centro del Paese
Forti esplosioni sono state avvertite in due diverse ondate poco dopo le 21:00 a Tel Aviv. Le sirene di allarme hanno risuonato in tutta la città, spingendo i residenti a cercare rifugio immediato dopo che l'esercito israeliano ha rilevato una nuova serie di lanci di missili provenienti dall'Iran.
Secondo quanto riferito dall'agenzia AFP, alcuni proiettili hanno colpito il centro di Israele provocando danni materiali. Tuttavia, stando ai primi rilievi della polizia e dei servizi di emergenza locali, al momento non si segnalano vittime.
La rivendicazione di Teheran
Parallelamente, a Teheran, i media statali (tra cui l'emittente Irib) avevano preannunciato l'inizio di una "nuova salva di missili" verso lo Stato ebraico. In una nota ufficiale, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha confermato l'avvio di un'operazione congiunta condotta con l'impiego massiccio di droni e missili balistici.
La Siria riapre il corridoio aereo Mediterraneo Aleppo
La Siria ha riaperto un corridoio aereo dalla città settentrionale di Aleppo verso il Mar Mediterraneo, che potrà essere utilizzato dalle compagnie aeree straniere e dalla compagnia di bandiera, ha dichiarato giovedì a Reuters il capo dell'Autorità per l'aviazione civile del Paese, mentre il traffico aereo riprende gradualmente attraverso l'aeroporto internazionale di Aleppo. Il direttore dell'Autorità per l'aviazione civile Omar Hosari ha affermato che la rotta è destinata a fornire una traiettoria di volo sicura per gli aerei in arrivo e in partenza da Aleppo e sarà disponibile per qualsiasi compagnia aerea purché “rispetti gli standard di sicurezza internazionali”. “I corridoi non sono riservati esclusivamente alla Syrian Air”, ha affermato Hosari. “Altre compagnie aeree possono utilizzarli per transitare o operare nello spazio aereo siriano secondo le consuete procedure normative”. In una dichiarazione rilasciata giovedì, l'Autorità ha affermato di aver riaperto anche le rotte aeree nella parte settentrionale dello spazio aereo siriano verso la Turchia, dopo aver condotto valutazioni operative e tecniche e aver esaminato gli sviluppi regionali che interessano il settore dell'aviazione. L'autorità ha affermato che il primo volo della Syrian Air è partito giovedì da Aleppo alla volta di Istanbul ed è arrivato a destinazione in sicurezza, segnando la graduale ripresa delle operazioni all'aeroporto internazionale di Aleppo.
Libano, nuovo raid israeliano sulla periferia sud di Beirut: colpita la roccaforte di Hezbollah
Usa: Camera respinge limitazione poteri Trump su Iran
La Camera Usa respinge la risoluzione sui poteri di guerra volta a frenare la guerra di Trump contro l'Iran con 212 voti a favore e 219 contrari.
Quattro democratici (i deputati Greg Landsman, Jared Golden, Henry Cuellar e Juan Vargas) hanno votato contro, mentre due repubblicani (i deputati Thomas Massie e Warren Davidson) hanno votato a favore di una risoluzione volta a frenare la guerra degli Stati Uniti contro l'Iran. Due democratici filo-israeliani che inizialmente avevano dichiarato che avrebbero votato contro l'iniziativa, i deputati Josh Gottheimer e Jared Moskowitz, hanno cambiato idea e si sono allineati al resto dei loro colleghi democratici.
Fonte: www.rainews.it
