Proteste in Russia contro i blocchi a internet e lo stop a Telegram, arresti
Dopo alcuni appelli diffusi online, a Mosca, San Pietroburgo e altre città c'è chi ha sfidato i divieti a manifestare imposti dal Cremlino
Ovd-Info A metà marzo, Dmitry Kisiev, ex capo della campagna elettorale del candidato pacifista Boris Nadezhdin alle presidenziali russe del 2024, ha fatto appello a protestare nella giornata di oggi contro il blocco nazionale dell'app Telegram e le frequenti interruzioni di rete nella capitale Mosca. Un analogo appello è stato diffuso su Telegram stessa e TikTok, firmato “movimento del Cigno scarlatto”, una sigla del tutto nuova. La data di oggi, 29 marzo, è stata scelta per richiamare all'articolo 29 della Costituzione russa, quello che regola la libertà di espressione.
Nonostante in Russia ogni forma di protesta contro il regime di Putin sia illegale dal 2022, sono state richiesti i permessi alle autorità di 28 città, tutti negati. Alcuni tentativi di manifestare hanno comunque avuto luogo nel corso della giornata, prontamente contrastati dalle forze di polizia. L'ong Ovd-Info sui propri canali social e media indipendenti come SotaVisionMedia, AstraPress e Meduza danno conto in queste ore di dodici arresti in piazza Bolotnaya a Mosca, due in piazza Mosca a San Pietroburgo, uno a Tomsk, in Siberia, uno a Voronezh.
Boris Nadezhdin è un politico pacifista che ha deciso di sfidare Putin
Fonte: www.rainews.it
