Contenuto in:
"La tregua" americana fino al 6 aprile e il G7 francese, le mosse per arrivare a un cessate il fuoco
Occhi puntati sullo Stretto di Hormuz, una sua riapertura potrebbe dare respiro ai mercati ma serve volontà sui negoziati, la linea tedesca al G7
Lapresse Mentre l'Iran ha respinto l'offerta con i 15 punti statunitense e ha presentato una propria proposta in 5 punti, che include riparazioni e il riconoscimento della sua sovranità sullo Stretto di Hormuz, e mentre continuano gli sforzi diplomatici, un gruppo di navi statunitensi è arrivato nella Regione mediorientale con a bordo circa 2.500 Marines. Teheran è a difesa dell'isola di Kharg dove si trova il giacimento per la lavorazione del petrolio più importante dell'Iran.
Ai Marines si sono aggiunti almeno 1.000 paracadutisti dell'82ª Divisione Avio addestrati ad atterrare in territorio ostile per mettere in sicurezza aree e aeroporti strategici. Ma "come possono gli Stati Uniti proteggere i propri soldati sul nostro territorio?", ha scritto su X il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf in una sorta di interrogativo minaccioso.
Tuttavia accanto allo svolgimento delle azioni sul terreno, il presidente Trump ha di fatto lanciato una tregua di dieci giorni fino al 6 aprile su tutti gli obiettivi energetici iraniani, in cambio della riapertura totale dello Stretto di Hormuz e porre fine a una guerra che ha soffocato le forniture di petrolio e sconvolto le economie di tutto il mondo.
Il tycoon americano ieri durante la prima riunione di Gabinetto alla Casa Bianca ha dichiarato che la proroga è stata richiesta dal governo iraniano, che finora ha negato pubblicamente qualsiasi negoziato con gli Stati Uniti. Nei giorni scorsi si è fatta avanti la mediazione a guida pakistana, e per ora la questione è sul tavolo del G7 in corso in Francia.
E' lo stesso presidente Trump a confermarlo: "Colloqui sono in corso e, nonostante le dichiarazioni errate in senso contrario da parte dei media delle fake news e di altri, stanno andando molto bene", ha scritto Trump ieri sui suoi social. L'annuncio è arrivato pochi minuti dopo che la borsa statunitense ha chiuso una delle sue peggiori giornate dell'anno.
Dopo l'annuncio l'indice S&P 500, uno dei principali indici azionari statunitensi, ha subito il suo maggiore calo giornaliero da gennaio, divenendo il primo giorno in cui il prezzo non è aumentato dall'inizio della guerra. Gli occhi sono puntati sullo Stretto di Hormuz, lo stretto braccio di mare tra Iran e Oman, una rotta commerciale vitale per petrolio e gas naturale che normalmente trasporta fino a 1 quinto della fornitura mondiale di petrolio. Il traffico marittimo in uscita dal Golfo Persico attraverso lo stretto è stato di fatto bloccato dall'inizio della guerra, il 28 febbraio, causando un'impennata dei prezzi dell'energia e preoccupazioni per i danni permanenti derivanti dal conflitto.
Gli attacchi israeliani contro l'Iran e contro Hezbollah in Libano continuano. L'esercito israeliano afferma di aver lanciato attacchi contro "il cuore di Teheran" nelle prime ore di venerdì, mentre si vedeva del fumo levarsi all'orizzonte di Beirut. Dall'inizio della guerra, più di 1.900 persone sono state uccise in Iran, secondo il Ministero della Salute e l'agenzia di stampa Human Rights Activists. 18 persone sono morte in Israele, mentre almeno tre soldati israeliani sono stati uccisi anche in Libano. 13 soldati americani sono stati uccisi e 303 sono rimasti feriti. 4 persone sono morte anche nella Cisgiordania occupata e 20 negli stati arabi del Golfo. Le autorità hanno affermato che più di 1.100 persone sono morte in Libano. In Iraq, dove gruppi di miliziani sostenuti dall'Iran sono entrati nel conflitto, 80 membri delle forze di sicurezza sono state uccise.
La guerra in Iran (con un focus su Iraq e Libano) è al centro della riunione dei ministri degli esteri del G7 avviata giovedì 26 marzo e tutt'ora in corso in Francia. Ma la diplomazia internazionale è impegnata anche al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dove a Palazzo di Vetro è stata programmata una consultazione a porte chiuse sull'Iran. Lo hanno riferito due diplomatici delle Nazioni Unite a condizione di anonimato al New York Times, aggiungendo che è stata Mosca ad aver richiesto la riunione.
Il G7 dei ministri degli Esteri a Vaux-de-Cernay, vicino a Parigi
Al G7 di Vaux-de-Cernay località vicino Parigi è presente da oggi (venerdì ndr) anche il Segretario di Stato Marco Rubio: a lui il compito di sollecitare gli alleati europei e asiatici a contribuire alla riapertura dello Stretto di Hormuz. Compito non facile dopo che, ieri nella prima riunione di Gabinetto alla Casa Bianca, Trump ha ribadito la sua insoddisfazione circa la mancanza di sostegno da parte dei Paesi Nato sulla guerra contro l'Iran.
Secondo l'agenda fornita dal Ministero degli Esteri francese il gruppo discuterà degli sforzi per fermare la guerra, porre fine al programma nucleare e missilistico balistico iraniano e riaprire le rotte commerciali marittime. Punti elencati anche nella proposta di negoziato Usa.
"Riponiamo grandi aspettative nel fatto che si possa aprire un percorso verso un cessate il fuoco", ha detto il portavoce del governo tedesco, Stefan Kornelius ma che per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz "non vi sono al momento misure concrete di aiuto, poiché queste dipendono dall’esistenza di un cessate il fuoco". Ci sono però alcuni passaggi da tener in considerazione precisa Berlino, anche perchè "la Russia sta chiaramente supportando l'Iran fornendo informazioni su potenziali obiettivi", ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul secondo cui il presidente russo Vladimir Putin spera "cinicamente" che l'escalation in Medioriente distolga l'attenzione dai suoi crimini in Ucraina. "Questo calcolo non deve avere successo. Laddove vediamo Iran e Russia cooperare molto strettamente, dobbiamo restare ancora più uniti", ha spiegato il ministro tedesco che alla Deutschlandfunk radio ha parlato di “una buona notizia” su preparativi in corso per colloqui diretti tra Stati Uniti e Iran da tenersi presto in Pakistan.
Intervenendo alla riunione la ministra degli Esteri britannica Yvette Cooper ha chiesto una "rapida risoluzione" della guerra in Medioriente e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Cooper ha affermato che l'Iran sta minando l'economia globale bloccando il traffico marittimo internazionale attraverso lo Stretto di Hormuz, la via navigabile più importante al mondo per il trasporto di petrolio. "Francamente, non si può permettere all'Iran di tenere in ostaggio l'economia globale a causa di uno stretto vitale per le rotte marittime internazionali e la libertà di navigazione", ha detto.
"La diversificazione delle rotte commerciali è una priorità strategica. Ho ribadito anche il ruolo che l’Arabia Saudita avrà nello sviluppo del Corridoio Imec. Europa e Golfo condividono un interesse fondamentale per la stabilità: intendiamo promuovere un rafforzamento concreto dei rapporti politici ed economici tra G7, Europa e Paesi del Golfo attraverso nuovi accordi e maggiori investimenti", ha scritto su X il ministro degli esteri Antonio Tajani.
Fonte: www.rainews.it
