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Iran, a Minab i funerali delle vittime dell’attacco: decine di bambine uccise nella scuola femminile
Le immagini diffuse dai media statali iraniani mostrano il corteo funebre per le vittime della scuola di Minab
L’Iran ha celebrato martedì una cerimonia funebre di massa per le vittime della scuola femminile Shajareh Tayyebeh nella città meridionale di Minab. Le immagini trasmesse dalla televisione di Stato mostrano la folla che sfila con bare avvolte in bandiere intonando cori anti-Stati Uniti e anti-Israele. Secondo i media iraniani le vittime sarebbero 165, tra studentesse e insegnanti - dati non verificati in modo indipendente al di fuori delle fonti ufficiali del regime.
Il 28 febbraio, una scuola della provincia di Hormozgan è stata distrutta da raid aerei attribuiti da Teheran alle forze statunitensi e israeliane.
Secondo i dati pubblicati dal Guardian in un'analisi fondata su filmati e immagini verificati provenienti dal sito, l’attacco sarebbe avvenuto durante l’orario delle lezioni, quando un missile ha colpito la scuola, con la morte di decine di bambine tra i 7 e i 12 anni e molti feriti. Le fotografie e i video analizzati mostrerebbero la devastazione dopo il bombardamento, con corpi di bambini parzialmente sepolti sotto le macerie dell’edificio scolastico. Il Guardian precisa di aver scelto di non pubblicare le immagini per rispetto delle vittime.
Il complesso scolastico sorgeva nelle vicinanze di strutture legate ai Guardiani della Rivoluzione e non esistono conferme indipendenti sull’effettiva natura del sito. La testata britannica sottolinea che, a causa del quasi totale blackout di internet e delle restrizioni alla stampa internazionale, il bilancio delle vittime e le circostanze rimangono difficili da verificare autonomamente.
L’evento di Minab è stato descritto da alcune organizzazioni internazionali come una potenziale violazione del diritto internazionale umanitario per l’attacco a civili; UNESCO e gruppi per i diritti umani hanno richiamato tutte le parti al rispetto della protezione di scuole e studenti nel conflitto.
Fonte: www.rainews.it
