Il Papa: "La Chiesa pronta a collaborare con tutti per la pace"
L'appello alla pace del Pontefice all'udienza ai cappellani militari
ansa La Chiesa "proclama il Vangelo della pace" ed è "pronta a collaborare con tutti per custodire questo bene universale". Lo ha detto Papa Leone XIV ricevendo in udienza i cappellani militari. "La pace non è soltanto assenza di conflitto, ma pienezza di giustizia, di verità e di amore".
Il Pontefice sottolinea anche che la Chiesa è "al servizio del dialogo tra i popoli". Un ruolo che "si svolge spesso nel silenzio, nei luoghi di pace e in quelli di conflitto, nei sedimi militari e nei contesti operativi, nelle cappelle e nelle tende da campo. È lì che la cura del gregge del Signore si manifesta attraverso la testimonianza della vita, l'annuncio del Vangelo, la celebrazione dell'Eucaristia e dei Sacramenti, l'ascolto paziente e l'accompagnamento spirituale".
Il cappellano che opera tra i militari è dunque "al servizio del dialogo tra i popoli, le culture e le religioni, testimoniando una Chiesa che si fa strumento di unità. La sua azione spirituale contribuisce così alla promozione del bene comune e della pace sociale, frutto, come ricordava Papa Francesco, di un paziente lavoro artigianale, che richiede formazione, giustizia e carità".
In udienza Leone IX ricorda anche che un militare cristiano ha abbracciato una vocazione, non solo una professione: "La missione del militare cristiano" consiste dunque nel "difendere i deboli, tutelare la convivenza pacifica, intervenire nelle calamità, operare nelle missioni internazionali per custodire la pace e ristabilire l'ordine. Tutto questo non può ridursi a mera professione: è una vocazione, risposta a una chiamata che interpella la coscienza". Quindi "l'identità del militare è forgiata da generosità, spirito di servizio, alte aspirazioni e profondi sentimenti. Ma tali valori esigono un fondamento, un dono di Grazia capace di alimentare la carità fino alla dedizione totale di sé. Occorre, pertanto, ispirare con la linfa del Vangelo i codici, le norme e le missioni della vita militare perché, nel servizio alla sicurezza e alla pace, il bene comune dei popoli sia sempre al primo posto".
Per Leone XIV poi "viviamo in una società che rischia di smarrire il senso della memoria. La nostra epoca possiede una capacità straordinaria di trasmettere informazioni, ma una sempre più debole capacità di interiorizzarle. La memoria è spesso 'esternalizzata' e disponibile, ma non sempre fatta propria e attivata". Invece per la Chiesa la memoria "è coscienza viva: non accumulo di dati, ma costante appello alla responsabilità; non nostalgia, ma radice che genera profezia".
Fonte: www.rainews.it
