Corea del Sud, chiesta la pena di morte per l'ex presidente Yoon Suk Yeol
Viene definito dai procuratori "capofila dell'insurrezione", impose la legge marziale nel dicembre 2024, cercando di rimanere al potere con il controllo di magistratura e Parlamento. Attesa per la sentenza, prevista per inizio febbraio
gettyimages I procuratori sudcoreani hanno chiesto la pena di morte per l'ex presidente Yoon Suk Yeol per aver dichiarato la legge marziale. Lo riporta l'agenzia di stampa sudcoreana Yonhap. “I procuratori speciali hanno chiesto la pena di morte per l'ex presidente Yoon in quanto 'capofila dell'insurrezione'” ha dichiarato Yonhap all'udienza finale del suo processo per insurrezione a Seul.
L'ex presidente è stato descritto come “il capo di un'insurrezione con il chiaro obiettivo di rimanere al potere a lungo prendendo il controllo della magistratura e del Parlamento” ha detto il procuratore speciale aggiunto Park Eok-su, secondo cui “la natura del crimine è grave, in quanto ha mobilitato risorse materiali che avrebbero dovuto essere usate solo nell'interesse della collettività nazionale”.
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Il tentativo di legge marziale, la resistenza e l'impeachment
Con il breve e maldestro tentativo di legge marziale del 3 dicembre del 2024, Yoon, ex potente procuratore nazionale noto per la sua intransigenza contro il malaffare, ha innescato una delle peggiori crisi politiche della democrazia sudcoreana, annunciando la sospensione delle funzioni costituzionali governative e inviando le truppe in Parlamento. Il tentativo fallì per la drammatica resistenza dei deputati asserragliati nella sede dell'Assemblea nazionale, impegnati a votare una mozione di annullamento della legge marziale.
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Yoon paragonato a Galileo e Giordano Bruno
La richiesta di pena di morte è maturata dopo la lunga ricostruzione probatoria di 11 ore del team di procuratori speciali guidati da Cho Eun-suk, nell'udienza fiume tenuta dinanzi alla Central District Court di Seul. La giornata processuale è stata segnata anche dalla lunga arringa difensiva del pool legale di Yoon, segnata da argomentazioni teatrali: l'ex presidente è stato paragonato a grandi figure storiche perseguite e ingiustamente condannate come Galileo Galilei e Giordano Bruno, sulla base del mantra che “la maggioranza non sempre rivela la verità”.
Yoon potrebbe diventare il terzo presidente sudcoreano dichiarato colpevole di insurrezione, dopo i due leader militari legati al colpo di Stato del 1979. Ma già oggi è il primo presidente in carica a essere stato arrestato (gennaio 2025), prima della rimozione ad aprile per la procedura di impeachment approvata dalla Corte costituzionale. Il procedimento avrebbe dovuto concludersi il 9 gennaio, ma è stato rinviato: ci sono volute otto ore solo per esaminare le prove contro l'ex ministro della Difesa Kim Yong-hyun, per il quale è stato chiesto l'ergastolo. Il processo in corso vede coinvolti otto imputati considerati i capofila della richiesta di legge marziale, tra cui Yoon e Kim.
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Anche se prevista dall'ordinamento, la Corea del Sud non esegue una condanna a morte da quasi 30 anni
La Corea del Sud è considerata abolizionista di fatto della pena capitale, non essendo stata eseguita alcuna condanna dal dicembre 1997. Fonti giudiziarie prevedono che la sentenza venga emessa all'inizio di febbraio. Gli altri sette imputati, tra cui l'ex ministro della Difesa e l'ex capo dell'Agenzia nazionale di polizia Cho Ji-ho, sono accusati di aver avuto un ruolo chiave nell'attuazione della breve legge marziale.
Fonte: www.rainews.it
