Trovati i resti di d’Artagnan? Il Dna per svelare il mistero del moschettiere che ispirò Dumas
Lo scheletro trovato sotto l’altare di una chiesa a Maastricht durante lavori di manutenzione. Il Dna potrà chiarire se appartiene al d’Artagnan che ispirò il celebre romanzo I tre moschettieri
Lo scheletro umano trovato sotto il pavimento di una chiesa a Maastricht, nei Paesi Bassi, potrebbe appartenere a Charles de Batz de Castelmore, noto come d’Artagnan, il cavaliere francese che ispirò il celebre moschettiere dei romanzi di Alexandre Dumas.
Il ritrovamento è avvenuto durante lavori di manutenzione nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo, quando alcune piastrelle allentate hanno rivelato una cavità nel terreno. «Abbiamo trovato un buco sotto le mattonelle… lo abbiamo pulito e sono emerse delle ossa», ha raccontato il diacono Jos Valke, e ha immediatamente richiesto l’intervento degli archeologi.
La posizione della sepoltura, davanti all’altare, è uno degli elementi che rafforzano l’ipotesi di una figura di alto rango. Accanto ai resti sono stati trovati anche una moneta francese e tracce compatibili con una ferita da proiettile di moschetto, elementi coerenti con le circostanze della morte di d’Artagnan, ucciso nel 1673 durante l’assedio di Maastricht.
L’ipotesi che d’Artagnan fosse sepolto in questa chiesa era stata avanzata dalla storica francese Odile Bordaz, che già nel 2008 indicava quest’area come possibile luogo di sepoltura, senza però prove definitive.
«È in corso un’indagine di alto livello… vogliamo essere assolutamente certi che si tratti del famoso moschettiere», ha spiegato l’archeologo Wim Dijkman. Un campione di Dna, prelevato da una mandibola, è ora in fase di analisi e sarà confrontato con quello di discendenti della famiglia De Batz.
Figura storica realmente esistita, d’Artagnan fu ufficiale al servizio di Luigi XIII e Luigi XIV, impegnato in missioni militari e attività di corte. La sua fama mondiale è però legata soprattutto alla letteratura: nel 1844 Alexandre Dumas lo trasformò nel protagonista – insieme ad Athos, Porthos e Aramis – del romanzo I tre moschettieri, contribuendo a costruirne l’immagine leggendaria di spadaccino e uomo d’onore.
Fonte: www.rainews.it
