Sulla guerra in Iran: Sánchez sfida Trump, Merz appoggia l'offensiva
Il premier spagnolo nega l'uso delle basi e subisce le minacce commerciali di Washington. Londra e Parigi scelgono la linea difensiva, mentre il Cancelliere tedesco sostiene l'operazione
Unica voce in Europa contro la campagna americana, quella del premier spagnolo Perlo Sánchez. Nega le basi militari alle forze statunitensi, dice no alla guerra, non saremmo complici per paura di rappresaglie. Trump minaccia di tagliare tutto il commercio con la Spagna, Sánchez riceve il sostegno di Von der Leyen, Costa, Macron e altri alleati europei.
Il cancelliere tedesco Merz, dopo l'incontro con Trump alla Casa Bianca, dice di sostenere l'operazione militare contro il regime terroristico di Teheran, ma chiede una rapida conclusione e una strategia condivisa post-conflitto. La Francia entra in postura strettamente difensiva, il presidente Macron schiera la portaerei a propulsione nucleare, la Charles de Gaulle, nel Mediterraneo per proteggere alleati e traffico energetico. Il premier britannico Starner invia una nave da guerra ed elicotteri antidrone in difesa di Cipro dopo l'attacco a una base britannica sull'isola.
Londra ha concesso l'uso di due basi agli Stati Uniti, ma solo per operazioni limitate all'autodifesa collettiva. E a Trump dice, abbiamo imparato la lezione dell'Iraq, non siamo coinvolti negli attacchi. Elkaya Callas, capo della Diplomazia dell'Unione, ha convocato in videoconferenza i 27 ministri degli esteri e i rappresentanti dei Paesi del Golfo.
Fonte: www.rainews.it
