Il campione Abdon Pamich racconta la sua fuga da Fiume
L'olimpionico, ospite a Cinque minuti, ricorda le venti ore di cammino, la fame e la paure di "essere presi a fucilate". Erano scappati all'improvviso con poche cose indosso
“Siamo sempre di meno ma cerchiamo di trasmettere queste vicende ai nostri figli e ai nostri nipoti perché non si dimentichi mai il passato. La storia insegna sempre qualcosa anche se non sempre apprendiamo le lezioni della storia, anzi, molte volte ritorniamo a fare gli stessi errori'. Lo ha detto Abdon Pamich, esule fiumano e campione olimpico, durante la cerimonia di consegna dei riconoscimenti ai congiunti delle vittime delle foibe. Fuggito a 13 anni dalla sua città natale, Pamich ha vissuto in un campo profughi dove ha conosciuto lo sport diventando una leggenda dell'atletica italiana: campione olimpico a Roma 1960 e a Tokyo 1964, due volte campione europeo sui 50 km di marcia. 'Il mondo dello sport è ricco di contenuti umani, lei ne è un esempio', ha dichiarato il ministro dello Sport e i Giovani Andrea Abodi a Pamich, omaggiandolo con la medaglia del Presidente del Consiglio dei Ministri. 'La vera storia di Abdom Pamich è una storia non solo di successi sportivi ma di successi umani - prosegue Abodi - la marcia di Abdon Pamich è la vita. Non è ancora arrivato al traguardo che è lontano'. E conclude: 'Simbolicamente lei, come chi è ancora testimone vivente, fa parte di un patrimonio estimabile”.
Fonte: www.rainews.it
