Flotilla umanitaria verso una Cuba allo stremo: sfida all'embargo USA
Mentre l'Havana inizia a cedere: i cubani all'estero potranno investire e avere società sull'isola, per Rubio sono misure insufficienti
Ai cubani che vivono all'estero, anche alle comunità degli esiliati negli Stati Uniti, sarà permesso di investire nel settore privato e possedere società nell'isola. Lo ha dichiarato il vice premier cubano, Oscar Perez-Oliva Fraga in un'intervista a Nbcnews, in cui spiega che "Cuba è aperta ad avere relazioni commerciali fluide con le società americane, anche con cubani che risiedono negli Usa e con i loro discendenti". Fraga, che è anche ministro per gli investimenti e il commercio estero, ha anticipato nell'intervista con l'emittente americana la notizia, prima dell'annuncio ufficiale di oggi da parte dell'Avana.
Nell'intervista, vice premier ha illustrato il suo impegno per portare vita all'economia in estrema crisi dell'isola attraverso una serie di riforme tese a creare quello che definisce "un ambiente dinamico per gli affari" con l'obiettivo di rilanciare diversi settori, tra i quali quello turistico e il minerario, ed avviare l'ammodernamento dell'antiquata rete elettrica. Per Fraga lo sforzo va "oltre la sfera commerciale, si applica anche agli investimenti, non solo di piccola portata ma anche di portata maggiore, in particolare per gli investimenti".
In questo quadro "l'embargo degli Stati Uniti, la politica di ostilità nei confronti di Cuba, è indubbiamente un elemento che influisce su queste trasformazioni", aggiunge il ministro, sottolineando come l'embargo "ci priva dell'accesso alle finanze, alla tecnologia, al mercato e, negli anni recenti, è stato specificatamente puntato a privare il nostro Paese dell'accesso al carburante". La scorsa settimana il governo cubano per la prima volta ha confermato di aver avviato colloqui con l'amministrazione Trump.
Per Marco Rubio le misure intraprese dal governo di Cuba per favorire gli investimenti non sono sufficienti. "Non sono abbastanza significative", ha detto il segretario di Stato interpellato sulla questione alla Casa Bianca.
Sta per salpare una delegazione europea della Nuestra América Convoy to Cuba, iniziativa umanitaria ispirata alle flottiglie per Gaza. Organizzata da coalizioni internazionali come Progressive International, CODEPINK e movimenti progressisti, la missione – inizialmente concepita come flotilla marittima – si è ampliata in un convoglio globale via aria, terra e mare. L'obiettivo: convergere a L'Avana il 21 marzo con medicine, cibo non deperibile, generatori solari e aiuti essenziali per contrastare la grave crisi energetica e umanitaria aggravata dal rafforzato blocco statunitense imposto dall'amministrazione Trump, che ha bloccato forniture di petrolio e provocato blackout e carenze mediche. A bordo anche figure come Ilaria Salis e Mimmo Lucano, per denunciare l'embargo come "punizione collettiva" illegale. L'iniziativa simboleggia solidarietà globale contro l'isolamento di Cuba.
Fonte: www.rainews.it
