Coppa d’Africa, revocata la vittoria del Senegal e finale assegnata al Marocco
3-0 a tavolino per i padroni di casa perché la squadra ospite aveva abbandonato il campo per 15 minuti per protestare per un rigore. Senegal: "Presentiamo ricorso"
AFP Una commissione d’appello della Confederazione Africana di Calcio (CAF) ha assegnato la Coppa d’Africa al Marocco revocando la vittoria conquistata sul campo del Senegal nella finale di gennaio. La CAF ha stabilito che il Senegal “ha perso a tavolino la finale”, trasformando il successo per 1-0 conquistato sul campo in una vittoria per 3-0 del Marocco, Paese ospitante della competizione.
Nella finale del 18 gennaio disputata a Rabat, il Senegal ha abbandonato il campo per protesta per circa 15 minuti e i suoi tifosi hanno tentato di invadere il terreno di gioco dopo un rigore assegnato dall’arbitro ai padroni di casa. Quando la squadra senegalese è tornata in campo, il suo portiere Edouard Mendy ha parato il rigore dell'attaccante marocchino Brahim Diaz. A decidere la partita sul campo era stato il gol di Pape Gueye al 94’.
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In una prima udienza disciplinare la CAF aveva imposto multe per oltre 1 milione di dollari e squalifiche a giocatori e dirigenti di Senegal e Marocco, ma aveva lasciato invariato il risultato. Ora la vicenda potrebbe essere sottoposta a un ulteriore appello presso il Tribunale Arbitrale dello Sport.
La Caf ha citato l'articolo 82 del regolamento del torneo per giustificare il verdetto applicato in appello, e non in prima istanza. Esso recita: “Se, per qualsiasi motivo, una squadra si ritira dalla competizione o non si presenta a una partita, o rifiuta di giocare o lascia il campo prima della fine regolare della partita senza l'autorizzazione dell'arbitro, sarà considerata perdente e sarà eliminata definitivamente dalla competizione in corso”.
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Il Senegal presenterà ricorso
Intanto, Abdoulaye Seydou Sow, segretario generale della Federcalcio senegalese, ha dichiarato che l'organizzazione presenterà ricorso contro la decisione della Commissione d'appello della Confederazione africana (Caf). “Non ci tireremo indietro. La legge è dalla nostra parte”, ha detto Sow all'emittente pubblica Radiodiffusion Télévision Sénégalaise, definendo la sentenza una “vergogna per l'Africa”.
“Questa decisione è una farsa che non poggia su alcuna base giuridica. Abbiamo avuto l'impressione che la commissione non fosse lì per applicare la legge, ma per eseguire un ordine”, ha aggiunto Sow.
Una delle vie possibili per presentare ricorso è il Tribunale Arbitrale dello Sport, un organismo indipendente con sede a Losanna, in Svizzera, che risolve le controversie relative allo sport attraverso l'arbitrato o la mediazione. Questa via richiede però in genere circa un anno per giungere a un verdetto, molto tempo dopo che entrambe le squadre avranno disputato i Mondiali del 2026, ospitati congiuntamente da Stati Uniti, Canada e Messico.
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Il difensore del Senegal Moussa Niakhaté ha pubblicato su Instagram una foto con in mano il trofeo, accompagnata dal messaggio: “Venite a prenderlo! Sono pazzi!”. E ancora: “Questo è reale, non Intelligenza Artificiale”.
In un post simile, il terzino sinistro El Hadj Malick Diouf ha aggiunto: “Questo trofeo si vince sul campo non per e-mail".
Fonte: www.rainews.it
