USA, l'ICE arresta anche bambini. Muore un detenuto, l'inchiesta: "Omicidio"
Si espandono tra le proteste le operazioni del corpo anti-immigrazione nelle città americane. Anche due minori fermati, un cubano muore in carcere pestato dalle guardie
AFP Negli Stati Uniti, sono sempre più intense le operazioni dell'Immigration and Customs Enforcement (ICE, il corpo votato a reprimere l'immigrazione irregolare che Trump sta usando anche per destabilizzare gli Stati a guida democratica). Il risultato è una crescente ondata di polemiche e tensioni legali, segnata da arresti di minori e decessi sospetti nei centri di detenzione.
L'ultimo episodio accade nel nord di Minneapolis, la città dove un agente dell'ICE ha ucciso a colpi di pistola Renee Good, una madre che tentava di sottrarsi all'arresto fuggendo in auto. Qui le autorità scolastiche hanno denunciato il fermo di quattro studenti, tra cui un bambino di 5 anni e una bambina di 10. Secondo la sovrintendente Zena Stenvik, gli agenti federali pattugliano i quartieri e arrivano a seguire gli scuolabus, creando un clima di terrore nelle comunità locali. Nonostante le rassicurazioni del capo della Border Patrol, Gregg Bovino, secondo cui l'obiettivo è colpire solo soggetti con precedenti penali, le famiglie coinvolte risultano avere richieste di asilo attive e nessun ordine di espulsione pendente.
Un memorandum interno dell'ICE ottenuto dalla Associated Press rivela un drastico cambio di strategia: agli agenti sarebbe stato dato il via libera per forzare l'ingresso nelle abitazioni private senza il mandato di un giudice, cioè basandosi solo su ordini amministrativi. Questa direttiva contrasta con le tutele del quarto emendamento della Costituzione americana e con le storiche linee guida che impedivano l'accesso alla proprietà privata senza autorizzazione giudiziaria.
Parallelamente, un rapporto di autopsia scuote l'opinione pubblica e getta ombre lugubri sulla condizione delle persone arrestate quando arrivano nei centri di detenzione.
Geraldo Lunas Campos, un immigrato cubano di 55 anni, è morto il 3 gennaio nel campo East Montana, in Texas: per asfissia dovuta a compressione del collo e del torace. Sebbene il dipartimento della Sicurezza interna avesse parlato di un tentativo di suicidio, i medici legali hanno classificato il decesso come omicidio, confermando segni di colluttazione con le guardie. Questo è il terzo decesso registrato in poco più di un mese nella struttura, che è gestita da una società privata priva di precedente esperienza nel settore carcerario.
La situazione aggrava lo scontro politico tra l'amministrazione del presidente Donald Trump e i governatori democratici, come Tim Walz del Minnesota.
Le tensioni sono degenerate in reciproche cause legali dopo la già ricordata uccisione di Renee Good, colpita dal fuoco di un agente dell'ICE all'inizio di gennaio. L'opposizione democratica al Congresso chiede la chiusura delle strutture di detenzione temporanee, ma l'Ice continua a espandere le sue operazioni tattiche nelle principali città americane.
Fonte: www.rainews.it
