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L'Iran smentisce i contatti con gli Usa. Proseguono i raid a Teheran e Isfahan, tensione su Hormuz
Mentre i bombardamenti colpiscono i Pasdaran coinvolgendo aree civili, Mohammad Zalgadr assume la guida della sicurezza nazionale. Lo Stretto di Hormuz resta una polveriera: il Regno Unito pensa a una missione multinazionale
Nonostante le indiscrezioni su possibili trattative riservate, la posizione ufficiale del regime iraniano resta di netta chiusura. Il Presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha bollato come "fake news" le voci di un dialogo con la Casa Bianca, definendole manovre per manipolare il mercato petrolifero. "Siamo consapevoli di quanto sta accadendo", ha dichiarato sui social, allontanando ogni ipotesi di distensione con Washington.
Tuttavia, il clima sul campo è tutt’altro che diplomatico. I raid aerei continuano a colpire duramente: a Teheran è stato centrato uno dei quartier generali dei Pasdaran, mentre a Isfahan è stata colpita un'azienda produttrice di dispositivi elettronici per il Ministero della Difesa. Le immagini, purtroppo, documentano anche il coinvolgimento di aree civili, con soccorritori al lavoro tra le macerie e la popolazione in fuga.
In questo scenario di massima allerta, è stato nominato il successore di Larijani (ucciso in un raid): si tratta di Mohammad Zalgadr, nuovo capo della sicurezza nazionale proveniente dall'ala più intransigente dei Pasdaran. Sul fronte internazionale, l'attenzione si sposta ora sullo Stretto di Hormuz, dove la minaccia di mine iraniane ha spinto il Regno Unito a valutare l'invio di una nave militare nell'ambito di una missione multinazionale con Stati Uniti e Francia.
Fonte: www.rainews.it
